Tre requisiti che fanno discutere. La delibera di giunta 169/2026 pubblicata sull’Albo pretorio del comune di Forte dei Marmi, in cui sono presenti i criteri in base ai quali saranno realizzati i bandi per le nuove concessioni demaniali, sta trovando alcune perplessità sul futuro. A muoverle l’avvocata Paola Dori.
A finire sotto la lente, i punti nei quali si riferiscono come condizioni di premialità il riconoscere come valore identitario comprovato la presenza storica e gestionale da almeno 50 anni da parte dei concorrenti che faranno la loro offerta, l’assumersi l’impegno di non cedere la concessione – salvo trasferimenti di quote in ambito familiare – a presidio della stabilità dei valori storici, culturali e identitari e l’assunzione di impegno della gestione in modo diretto.
La scrittura della delibera aveva avuto anche il contributo di una task force. “Questi 3 requisiti – spiega Dori – non a caso non erano stati indicati dalla task force di esperti ma li ha inseriti di sua iniziativa per indirizzo politico, e aggiungo propagandistico, la giunta comunale. Sono tre requisiti che espongono pericolosamente questa delibera ad impugnative o segnalazioni all’autorità garante, al consiglio di stato e al Tar”.
Dori, in un video diffuso sui social, spiega le possibili motivazioni. “Perché il requisito della storicità – precisa Dori – si traduce, può essere tradotto in una formula mascherata di vantaggio per gli ex concessionari uscenti. Rischia di essere una clausola che favorisce una rendita di posizione dei balneari uscenti e soprattutto questi requisiti non solo limitano la libertà di iniziativa privata ed economica ma soprattutto si traducono in una inaccettabile disparità di trattamento tra concessionari uscenti e nuovi concorrenti, nuovi concessionari, in sede di gara”.
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