Torna a far discutere la ribattezzata ‘ordinanza cene’ a Forte dei Marmi che riduce da 40 a 8 le cene con musica dal vivo durante la stagione per gli stabilimenti balneari. E lo fa durante l’ultimo consiglio comunale andato in scena nella sera di ieri, 26 marzo durante il quale il sindaco Bruno Murzi, nelle sue risposte, se l’è ‘presa’ anche col nostro giornale. A chiamare in causa l’ordinanza è stato l’ex sindaco Umberto Buratti.
“In quelle che ormai è chiamata ordinanza cene, dove quelle senza musica sembra non si possano fare – esordisce con una battuta Buratti – mi viene da dire che nella pubblica amministrazione ci sono iter amministrativi dove dovrebbe esserci chiarezza per rendere opportuno non lasciare dubbi.
Se prendiamo l’articolo 5 dove si parla di disallestimento, area di somministrazione e altro, al termine della pagina si dice che ‘entro il termine del 30 marzo’ gli stabilimenti devono presentare planimetrie in scala su dove verranno posizionati tavoli, sedie, impianto.. Quali sono gli uffici competenti? Carichiamo di nuovo ufficio demanio anche per queste procedure? Sono 100 planimetrie come minimo.. è tenuto conto anche dell’esame che deve essere fatto? Che tipo di autorizzazione viene rilasciata? Che procedimento? Sarebbe opportuno precisare”.
Poi Buratti passa a chiedere lumi sui matrimoni in spiaggia e sul presentare domanda, in caso di avverse condizioni meteo, per mettere tettoie o simili “almeno 20 giorni prima” dell’evento. “Su queste ordinanze il sindaco si sbizzarrisce – attacca Buratti – comprendo che ci sia chi può aver esagerato, ma tra quello che ha esagerato e chi non fa nulla nel mezzo ci sono 98 stabilimenti balneari. Queste ordinanze ancora una volta mi sembrano le grida manzoniane…”
Nella sua risposta, Murzi – che è al nono anno di mandato – ha prima specificato che “c’erano tempi a Forte dei Marmi in cui venivano fatte ordinanze dove si diceva di 30 cene e 4 feste e poi ne venivano fatte 80 perché nessuno andava mai a controllare, abbiamo cercato di dare una linea ad un settore cambiato negli ultimi 10 anni” e poi ha precisato sui matrimoni.
“Sui matrimoni diciamo semplicemente che chi organizza matrimonio chieda in anticipo la possibilità di tettoia o altro – spiega il primo cittadino – ma sappiate che non è una autorizzazione e l’autorizzazione l’avrete solo il giorno prima dell’evento se le condizioni meteorologiche non sono ottimali. Questo perché se vengono a farci richiesta il giorno prima diventa difficile dare l’autorizzazione il giorno dopo. Se condizioni meteo a 20 giorni non sono buone, abbiamo preferito dare incarico a balneari dicendo che nei mesi di maggio, settembre o aprile, chiedeteci per tempo una eventuale struttura che valuteremo il da farsi ma sappiate che autorizzazione arriverà solo nel momento di condizioni meteo avverse”.
Poi sul disallestimento Murzi chiarisce che delle planimetrie “risponderà l’ufficio demanio” mentre sulle feste ha ricordato, citando indirettamente l’imprenditore Stefano Nesti che aveva parlato del suo rapporto con la giunta sui giornali, che “Nella mia amministrazione c’è stata una festa col cammello, una cosa mai avvenuta e che vuol dire sta cambiando la mentalità. Una festa che mi pare avvenne nel solito bagno dove avvenne una festa particolare i cui articoli appaiono oggi sul giornale…”.
E sui giornali, in particolare su TgRegione, Murzi tornerà poco dopo con l’intervento della consigliera di opposizione Rachele Nardini venuto a seguito della risposta di Buratti che aveva osservato “Io penso solo a questi 100 stabilimenti che sono 100 imprenditori, c’è chi programma dall’anno prima e trovarsi regole l’anno dopo mette molti in difficoltà. Ma che dire, parla chi ha sempre sbagliato in passato e meno male c’è lei che salva il paese…”
“In una mia recente intervista (a TgRegione, ndr) ho parlato di una amministrazione che non governa gli eventi ma interviene a spot – ha attaccato Nardini – e chiedo: ma del piano urbanistico degli arenili (Pua, ndr) non se ne discute più? Ricordo che nelle commissioni del 2023-2024 c’era stato risposto che ci stavate lavorando come se sarebbe stato portato in consiglio comunale nell’arco di un mese o due. Siamo nel 2026, ci sono balneari che aspettano il Pua per poter fare interventi e provare a tutelarsi. E voi non avete ancora elaborato niente? Naturalmente di concordarlo con opposizione e condiviverlo…ma l’urgenza di portarlo in consiglio comunale, non la sentite?”
Dopo aver sarcasticamente osservato “Ho letto la sua intervista dove ci accusate di non avere visione e dove non ci dite quale sia la vostra in un articolo molto importante, non ricordo se su Treccani o Corriere della Sera, forse Teleregione…” Murzi ha poi precisato che “Il Pua è pronto per essere discusso in commissione urbanistica. Non vedo perché portarlo ora, lo discuteremo insieme in consiglio comunale”.
Una risposta che ha scatenato la controreplica di Nardini. “Lei amministra questo paese da 10 anni e non è stato in grado di capire dove stava andando, di percepire il cambiamento: forse lei camminando sulla riva c’è andato col paraocchi e il paraorecchie. Siamo a questo punto a causa del suo immobilismo. Se la categoria dei balneari è divisa è perché lei in 10 anni non ha messo e dato regole certe da rispettare. Se siamo oggi a discutere di queste cose è solo grazie a lei”.
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