Francia: attacco alla chiesa, sgozzati prete e fedele. L’Is rivendica

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FRANCIA – Sono stati uccisi dalle teste di cuoio i due uomini che stamattina, in Francia, in una chiesa nei pressi di Rouen, in Normandia, avevano preso in ostaggio alcune persone, due delle quali sgozzate, l’anziano parroco, morto subito, e un fedele in pericolo di vita. Lo Stato islamico, riferisce l’agenzia Aamaq, ha rivendicato l’attacco, compiuto, afferma l’Is, da due ‘soldati’ del gruppo.

Hanno sgozzato il sacerdote e un altro parrocchiano prima di essere neutralizzati e quindi uccisi dalle forze speciali, i due assalitori che questa mattina tra le 9 e le 9.30, armati di coltelli, avevano preso in ostaggio, oltre al prete, almeno 4 fedeli, tra loro due suore nella chiesa di Saint-Etienne du Rouvray, dove erano entrati dalla porta posteriore durante la Messa mattutina. Il parroco è morto subito, mentre l’altro ostaggio lotta tra la vita e la morte in ospedale. Le notizie sono ancora molto confuse, a dare un bilancio è stato l’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, che da Cracovia, dove si trova per la Gmg, ha diffuso una nota in cui parla di tre vittime “padre Jacques Hamel di 84 anni e gli autori dell’assassinio”. L’indicibile accade, ha inoltre aggiunto mons. Lebrun, che nel pomeriggio lascerà la Polonia per rientrare in Francia. A Cracovia si trova anche mons. Stanislas Lalanne, vescovo di Pontoise, nella regione dell’Île-de-France. Manuella Affejee lo ha raggiunto telefonicamente:
Je suis a Cracovie avec tous les jeunes…
“Io mi trovo a Cracovia con i giovani per la Gmg. Siamo arrivati ieri e non abbiamo ancora molte informazioni. Siamo completamente sconvolti . Insieme a tutti i giovani, e in particolare i giovani della diocesi di Rouen, con tutto il cuore siamo in preghiera con la comunità parrocchiale, con tutta la diocesi di Rouen e con le famiglie di quanti sono stati coinvolti in questo dramma terribile. Una follia omicida! Non sappiamo ancora quali siano i motivi, ma per questo non c’è un motivo, non c’è una ragione: è inaccettabile! Faccio fatica a trovare le parole”.
Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini entrando in chiesa avrebbero invocato ‘Daesh’, che in arabo indica l’Is, gridando inoltre ‘Allahu Akbar’. Uno dei due uomini avrebbe avuto la barba e in testa la ‘chachia’, il tradizionale berretto di lana indossato soprattutto in Tunisia. L’antiterrorismo ha aperto un’indagine, uno dei due assalitori, notizia di stampa non confermata dalle autorità, sarebbe stato schedato con la lettera ‘S’, che indica gli individui potenzialmente radicalizzati a rischio di passare all’azione.

L’abate Philippe Maheut è il vicario generale dell’arcidiocesi di Rouen, intervistato da Manuella Affejee.
R. – Le père Jacques Hamel, il était prêtre sur la paroisse depuis dix ans ; …
Il padre Jacques Hamel era nella parrocchia da dieci anni; aveva 84 anni ed era “prete ausiliare”. Abitava vicino alla chiesa nella quale è stato ucciso.
D. – Immagino quanto viva possa essere l’emozione in questo momento …
R. – On sent une très très forte émotion qui …
L’emozione è molto, molto forte che supera perfino il perimetro di sicurezza nel quale mi trovo ora, perché le operazioni di polizia non sono ancora del tutto concluse. Ci sono tanti appelli di preti che ovviamente vivono questo evento come una ferita nella loro carne, di parrocchiani, di comunità religiose … Il primo impulso è quello di pregare. Stiamo aspettando anche il ritorno del nostro vescovo che era andato alla Gmg e che tornerà con il primo aereo del pomeriggio per sostenere la comunità parrocchiana e diocesana. Però, rilanciamo il dialogo incessante che ci impegniamo a mantenere con tutte le comunità che vivono da noi e che diventa ora un’urgenza ancora maggiore …
Il presidente Francois Hollande, nel frattempo giunto a Rouen, ha condannato l’ignobile assalto alla chiesa, parlando di “minaccia elevata” e di due individui che hanno agito “in nome dell’ Is”. “Ci troviamo ancora una volta di fronte a una prova. E’ una guerra da condurre con tutti i mezzi nel rispetto dei diritti” ha aggiunto, ricordando che i “terroristi vogliono dividerci”.

Fonte: TGvaticano.it

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