spot_imgspot_imgspot_img

Frane in Toscana: monitoraggio satellitare e 200 milioni per la sicurezza

Mentre l’Italia discute di prevenzione, la Regione consolida un sistema di monitoraggio radar unico nel Paese: oltre 500 interventi in cinque anni grazie alla tecnologia spaziale.

La fragilità del suolo italiano torna a scuotere le coscienze, ma dalla Toscana arriva un modello di gestione tecnologica che punta a fare scuola. In un contesto geografico dove oltre il 72% del territorio regionale (circa 16.500 km²) convive con il rischio frane, la Regione ha deciso di affidarsi allo spazio per prevenire i disastri a terra.

Durante un vertice a Palazzo Strozzi Sacrati, il Governatore Eugenio Giani ha tracciato il bilancio di una strategia che vede la Toscana come l’unica realtà italiana a utilizzare in modo sistematico il monitoraggio satellitare radar. Non si tratta di una semplice sperimentazione, ma di un apparato operativo che dal 2018 permette di individuare i movimenti millimetrici del terreno, le cosiddette “frane lente”, prima che diventino emergenze incontrollabili.

I numeri di un territorio fragile

I dati dell’ultimo rapporto ISPRA parlano chiaro: il 21% della superficie toscana è classificato a pericolosità elevata o molto elevata. Se questo dato appare superiore alla media nazionale, spiegano gli esperti, è anche merito di una mappatura capillare e di un’analisi scientifica tra le più avanzate d’Italia, condotta in sinergia con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze.

“Siamo all’avanguardia nazionale perché abbiamo imparato a ‘leggere’ il territorio in anticipo”, ha dichiarato Giani, sottolineando come questa capacità di analisi si sia tradotta in azioni concrete: oltre 500 interventi effettuati negli ultimi cinque anni, per un investimento complessivo che supera i 200 milioni di euro.

Dalla prevenzione alla solidarietà nazionale

L’approccio toscano non si limita al controllo remoto. Dopo l’alluvione del novembre 2023, è stato introdotto uno studio di “suscettibilità” per individuare i punti critici dove potrebbero innescarsi frane rapide, quelle più imprevedibili e pericolose legate ai cambiamenti climatici.

Giani ha però lanciato un appello al Governo: “Abbiamo agito con risorse regionali, ma serve una legge nazionale che finanzi il modello satellitare per tutte le Regioni”. Un messaggio che guarda anche alle recenti criticità in Sicilia, verso la quale il Presidente ha espresso massima disponibilità: “Siamo pronti a collaborare con le istituzioni siciliane per esportare le nostre tecnologie e supportare quel territorio così duramente colpito”.

Il sistema toscano poggia su un tavolo operativo permanente che unisce Regione, Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale e mondo accademico, garantendo ai Comuni un supporto tecnico immediato sia nella fase di prevenzione che nella gestione dei post-emergenza.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

social TGr

15,880FansLike
1,870FollowersFollow
spot_img

ultimi articoli