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Funaro attacca Nordio: “Venga a Sollicciano, non solo al referendum”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio oggi ha partecipato a varie iniziative in Toscana (Grosseto, Arezzo, Prato e Firenze) per il Sì al referendum, ricevendo però diverse critiche, in particolare dalla sindaca di Firenze Sara Funaro.

“In giro per la campagna elettorale per il referendum, ma mai a Sollicciano”, è la critica sintetizzata della sindaca, che ha puntato l’attenzione sulla situazione del carcere fiorentino.

“Capisco – ha detto Funaro – che il ministro Nordio vada in giro per la Toscana a fare tappe sul referendum. Magari in questa giornata tra Grosseto, Arezzo, Prato e Firenze non sarebbe stato male fare una tappa al carcere di Carcere di Sollicciano o perlomeno un appuntamento istituzionale, visto che abbiamo fatto emergere le situazioni critiche, oltre ogni limite, di Sollicciano. Evidentemente il ministro è troppo impegnato per il referendum: sono qui per un evento sulla Serie A femminile di calcio, ecco per lui Sollicciano è in Serie C, neanche in Serie B”.

Funaro ha quindi invitato il ministro Nordio “tra un dibattito sul referendum e un altro a venire a discutere delle condizioni urgenti di Sollicciano”, sottolineando che nel carcere “c’è bisogno di un intervento immediato”.

La sindaca ha aggiunto che il Comune continuerà a contattare il ministro come fatto negli ultimi mesi. “Penso sarebbe stato un segnale di attenzione istituzionale fare una tappa anche nei luoghi importanti per i livelli territoriali e istituzionali: dovrebbe essere lui il primo a essere interessato”.

Proprio sul referendum oggi Nordio ha spiegato che “secondo me non c’è ancora un’adeguata informazione. Informazione che è stata alterata da una serie di pregiudizi e anche di fake news, come quella che vorremmo sottoporre la magistratura al potere esecutivo”.

Il ministro ha quindi lanciato un invito ai cittadini: “Prima informiamoci tutti bene e poi andiamo a votare. Non voglio nemmeno fare propaganda per l’uno o per l’altro”.

Nordio ha aggiunto che la riforma nasce da un percorso iniziato decenni fa: “Dico soltanto informiamoci e votiamo. Di questa riforma c’era la necessità di attuare un disegno già iniziato 40 anni fa da un eroe della Resistenza come Giuliano Vassalli, allora ministro della Giustizia, che introdusse un processo accusatorio dove le carriere sono necessariamente separate”.

Secondo il ministro, quel percorso ha portato alla costituzionalizzazione del principio del giusto processo e oggi arriva alla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, una riforma che non è stata possibile prima perché richiede una modifica costituzionale.


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