Annotazioni, correzioni, addirittura foglietti incollati tipo post-it. Sulla base di queste postille, un ricercatore dell’università di Milano ha individuato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze un volume molto speciale: quello su cui Galileo Galilei ha studiato la teoria Tolemaica e ha formato la propria convinzione che fosse errata. Da almeno tre anni Malara stava indagando su quale fosse la conoscenza di Galileo dell’Almagesto, il trattato astronomico composto nel II secolo d.C. da Claudio Tolomeo riferimento incontrastato di matematici e astronomi per oltre un millennio; le postille trovate su questo volume, pubblicato a Basilea nel 1551 e oggi conservato nel fondo magliabechiano della Nazionale, lo hanno insospettito. In seguito a riscontri calligrafici e contenutistici, e dopo un confronto con altri esperti, la conclusione è che il volume è con tutta probabilità quello usato da Galileo. Proprio a partire dalla profonda conoscenza del sistema tolemaico, che poneva al centro del cosmo la terra, Galileo è arrivato ad abbracciare la teoria opposta dell’eliocentrismo copernicano. La forte corrispondenza tra la grafia delle postille e i testi del giovane Galileo, oltre a termini e contenuti specifici, sembrano confermare che il ritrovamento sia autentico. Una scoperta che non solo completa la biografia galileiana, ma aggiunge profondità al metodo con cui lo scienziato arrivò a sostenere e difendere il sistema copernicano.
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