Nel giorno della Liberazione, il presidente della Regione Toscana ha scelto ancora una volta come luogo simbolo per commemorare le 560 vittime dell’eccidio nazifascista del 1944. Una presenza carica di significato, che lega la memoria storica all’attualità segnata da conflitti e tensioni internazionali.
“Il ricordo della strage di Stazzema nel giorno del 25 aprile diventa ancora più importante oggi, dato il momento storico caratterizzato da guerre e tensioni”, ha dichiarato Giani. “La memoria di ciò che accadde torna drammaticamente attuale, alla luce dei conflitti in corso e delle minacce alla pace e alla democrazia”.
La giornata si è svolta secondo il tradizionale programma: dalla cerimonia al Sacrario con la deposizione della corona d’alloro, agli interventi istituzionali. Sul palco si sono alternati il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il presidente dell’Associazione Martiri Umberto Mancini, lo stesso Giani e la segretaria del Partito Democratico , incaricata dell’orazione ufficiale.
Giani ha ricordato come Sant’Anna rappresenti uno degli episodi più tragici della storia toscana: “Tra il giugno 1944 e l’aprile 1945 furono compiuti oltre 280 eccidi nazifascisti in Toscana, con circa 4.500 vittime civili. Qui, in poche ore, furono uccise 560 persone, tra cui molti bambini”.
Tra queste, la più piccola vittima, Anna Pardini, di appena venti giorni, a cui è dedicata la piazza centrale del paese.
Alla commemorazione erano presenti anche la vicepresidente della Regione , l’assessora all’istruzione e il sottosegretario .
Diop ha sottolineato il valore della Resistenza: “Grazie al coraggio delle partigiane e dei partigiani abbiamo riconquistato libertà e dignità. Da questa memoria nasce il nostro impegno quotidiano per una società più giusta e inclusiva”.
Nardini ha ribadito il ruolo centrale della memoria nella costruzione democratica: “Il 25 aprile è divisivo solo per chi è nostalgico del fascismo. Libertà, pace e democrazia sono state conquistate, non concesse. È nostro dovere difenderle e trasmetterle alle nuove generazioni”.
L’assessora ha inoltre richiamato l’attenzione sui conflitti attuali: “La memoria deve essere anche un monito contro guerre e nuovi genocidi. Non possiamo restare indifferenti davanti alle violazioni del diritto internazionale”.
Nel suo intervento, Dika ha posto l’accento sul significato profondo della pace: “Sant’Anna ci ricorda che la pace non è solo assenza di guerra, ma una scelta quotidiana. Serve un impegno che parta da ciascuno di noi, un ‘disarmo interiore’ prima ancora che militare”.
Il 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema si conferma così non solo un momento di commemorazione, ma anche un richiamo forte alla responsabilità collettiva. Un invito a custodire la memoria come strumento per leggere il presente e costruire un futuro libero da violenze, autoritarismi e guerre.




