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Giani resta in corsa per la Toscana ma si affida alla linea Schlein

La candidatura di Eugenio Giani alla guida della Regione Toscana resta sospesa in attesa di una decisione definitiva del Partito Democratico. Dopo un lungo e teso confronto con Elly Schlein nella sede nazionale del PD, il presidente uscente ha accettato di allinearsi alla linea dettata dalla segretaria, impegnandosi a non compiere più mosse in solitaria e a condividere ogni passo con la direzione nazionale e regionale. Il vertice, durato oltre quattro ore e mezza, è servito a chiarire le frizioni generate dall’autocandidatura di Giani, annunciata unilateralmente alcune settimane fa, che aveva suscitato irritazione all’interno del partito e preoccupazione tra gli alleati, in particolare nel Movimento 5 Stelle. La segretaria Schlein ha ricordato al presidente toscano l’impegno preso per una gestione collegiale del percorso verso le elezioni regionali di ottobre e lo ha ammonito per aver messo a rischio l’equilibrio dell’intera coalizione. Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha subordinato la sua partecipazione all’alleanza in Toscana alla scelta di un candidato alternativo a Giani, considerato troppo vicino alla vecchia gestione. La questione toscana si intreccia inoltre con la trattativa in Campania, dove il M5S insiste sul nome di Roberto Fico, scontrandosi con l’opposizione del governatore uscente Vincenzo De Luca. In questo contesto, la mossa di Giani è apparsa come una forzatura che ha complicato le trattative a livello nazionale. Uscito dal confronto, Giani ha diffuso una nota dai toni concilianti, definendo l’incontro “proficuo” e dichiarandosi pronto a seguire le indicazioni della segretaria nazionale e del segretario regionale Fossi. Nessuna rinuncia ufficiale, ma nemmeno un’investitura: il presidente toscano resta in corsa, ma sotto stretta sorveglianza politica. Forte di sondaggi favorevoli, del sostegno di oltre cento sindaci e della CGIL, Giani ha ribadito la sua disponibilità a rappresentare la coalizione, ma dovrà attendere che il quadro complessivo si chiarisca. La direzione regionale del PD, prevista tra il 18 e il 20 luglio, sarà un passaggio decisivo. In quella sede si discuteranno anche eventuali modifiche allo statuto per regolamentare meglio le candidature. La linea di Schlein è chiara: ogni scelta dovrà essere frutto di una sintesi vera, che tenga conto della necessità di allargare la coalizione alle forze progressiste e ambientaliste. Per questo, è stata richiesta una netta discontinuità anche nella composizione delle liste e nella definizione del programma, con maggiore attenzione ai temi sociali, ambientali e civili, come il reddito di cittadinanza, l’acqua pubblica e il fine vita. La Toscana, nelle intenzioni della segretaria, deve diventare un modello di alleanza larga in vista delle elezioni politiche del 2027. Giani, pur cercando di minimizzare le tensioni, è consapevole che il suo margine di autonomia si è ridotto. Il partito vuole evitare nuove forzature, e ogni mossa sarà attentamente valutata in base all’impatto sugli equilibri nazionali. La candidatura resta dunque aperta, ma solo a patto che venga inserita in un disegno complessivo e condiviso. La scelta definitiva è attesa per fine agosto, quando il PD dovrebbe ufficializzare il nome del candidato e presentare il progetto politico per la Toscana. Fino ad allora, tregua armata.


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