Gifuni Presidente del Consiglio, ma è già scontro tra maggioranza ed opposizione

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VIAREGGIO (Alberto Pardini) – Primo consiglio comunale per la nuova amministrazione targata Del Ghingaro ed è già scontro tra maggioranza ed opposizione, con quest’ultima che decide di abbandonare l’aula durante le votazioni per l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale, poi vinte come previsto da Paola Gifuni della lista Viareggio Democratica, per la quale era stato impartito un ordine di scuderia inderogabile. Eletta con sole 15 preferenze su 25.“Il ruolo del Presidente del Consiglio è garanzia del consiglio stesso, e deve essere condiviso da maggioranza e opposizione, non imposto unilateralmente dalla maggioranza” è stata la contestazione unanime dell’opposizione.

A dare il via ai lavori è stata Elisa Montaresi in qualità di presidente pro tempore del consiglio, poi è stata la volta di David Zappelli,  lo stesso che lo scorso autunno aveva dato la spallata decisiva per far cadere la giunta Betti assieme alla collega Sandra Mei (oggi assessore a sport e sociale, ndr). Lo stesso Zappelli che da anni insegue il ruolo di presidente del consiglio, non senza sforzo si è prodigato in un intervento che, tra citazioni di Weber, Pico della Mirandola, Repubblica di Weimar e addirittura Machiavelli, ha finito per proporre la collega Paola Gifuni al ruolo di presidente del consiglio. Così come ampiamente previsto.

Questa prova di forza, perché comunque i numeri sono a favore della maggioranza, ha portato alla levata di scudi dell’opposizione, coesa e unita nel “contestare il metodo, non il nome, poiché questa nomina dovrebbe essere condivisa dal consiglio tutto”. Salemi, Poletti, Baldini, Trinchese e Zanni, in ordine di parola, hanno tutti espresso il medesimo concetto e l’intenzione di abbandonare l’aula in caso di votazione; a niente sono valsi gli ultimi appelli ad un confronto, con la maggioranza, sempre nella persona di Zappelli, che ha fatto chiaramente capire di non aver intenzione di procedere diversamente da quanto già deciso. Così dopo quattro votazioni, le prime tre non valide per mancanza dei 4/5 dei consensi necessari, Paola Gifuni è stata eletta alla carica di Presidente dell’assise. “Io sarò il collante tra maggioranza e minoranza” sono state le prime parole di Gifuni, che ha poi proseguito chiedendo il rispetto di “leggi, regolamenti e statuto” e chiedendo “di lavorare per il bene di Viareggio”.

La mattina si è conclusa con il giuramento del nuovo Sindaco e con il suo discorso di insediamento, dove Del Ghingaro ha provveduto a presentare la sua squadra di governo e ripetere i punti programmatici della coalizione e, nonostante l’invito alla collaborazione e all’evitare scontri e polemiche, il primo cittadino ha subito avuto un botta e risposta con il consigliere Baldini. Il primo in merito alle questioni degli orari dei consigli comunali, con la nuova Giunta che punta ad assise mattutine nell’ottica di un risparmio ancora da quantificare, e il secondo in merito ad un’affermazione un po’ “fumosa” di Del Ghingaro dove chiedeva l’interruzione e il ritiro di qualsiasi atto giudiziario in corso da parte dei consiglieri (Baldini ha tutt’ora in essere il ricorso al Tar per il riconteggio dei voti, ndr), salvo poi correggersi parlando di “questioni personali”. Ma quali, non si sa…

Le premesse emerse dal consiglio odierno possono essere lettere in modo diverso a seconda dei punti di vista, di sicuro si è vista una maggioranza che – mal di pancia, non pochi, a parte – punta a tirare diritto senza troppe formalità legate al confronto politico, ma anche una minoranza già sulle barricate. Il richiamo di Zappelli alla Repubblica di Weimar, prontamente ribattuto da Baldini (“mi sento più vicino alla Grecia e ai Greci che non alla Germania” ha detto), è sintomatico.

Quel che è certo è che sulla Giunta Del Ghingaro pesano già grandi aspettative, e questo non in termini numerici – siamo al minimo storico per quanto riguarda la partecipazione elettorale, e bisogna tenerne conto – ma proprio per le dichiarazioni e le promesse portate avanti dall’attuale maggioranza in campagna elettorale, un aspetto che potrebbe in futuro rivelarsi un boomerang. Ad oggi infatti, quel “Sicuri, si cambia” tanto profuso in campagna elettorale, e ribadito stamani, non ha trovato un’effettiva applicazione nelle prime azioni del neo Sindaco, come contestato dalle fila dell’opposizione in questa prima Assise: la Giunta è un mix tra amicizie e manuale Cencelli, e lo stesso è valso per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale e per la nomina del capogruppo; inoltre c’è la questione Pucciniano, anche questa gestita in maniera simile,che ha rivelato anche alcuni altarini. Tutte questioni sostanziali e non meramente formali che comunque sono secondarie rispetto alle azioni che la giunta dovrà intraprendere nelle prossime settimane, in merito ai problemi impellenti della città, e su questo arriveranno le valutazioni più importanti. Intanto l’inizio, come visto in Consiglio questa mattina, non promette niente di roseo: tutti uniti contro DG.

La Giunta

La maggioranza

L’opposizione

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