Gioca l’Italia e il cuore batte forte anche a New York

( di Eleonora Pieroni )- Venerdi’ 17 giugno gioca la Nazionale, alle 15 ora italiana, le 9 qui da noi, tutti insieme davanti alla televisione a tifare ITALIA, l’orario non è dei migliori per vedere una partita, ma poco importa, dopo il fischio d’inizio nessuno si rende più conto di che ora è!

Siamo una ventina di persone, tutti qui riuniti al D.V. Club di New York, dove tutto parla d’Italia, qualche amico americano che ama il calcio, due argentini, il resto tutti rigorosamente italiani, in rappresentanza di quasi tutte le nostre belle regioni.

Il calcio mi piace e anche se non posso dire di essere una super tifosa, quando gioca la Nazionale, quando scendono in campo gli Azzurri, mi sento elettrizzata, una partita dell’Italia non la si guarda come una normale competizione sportiva, come si potrebbe seguire una gara di fioretto, si gioisce e si soffre tutti insieme, si esulta per un gol segnato, si impreca per uno subito, ed alla fine, stanchi come se avessimo giocato noi, si festeggia pensando alla prossima partita da vedere  di nuovo tutti al solito posto.

Winston Churchill diceva che gli Italiani perdono le guerre come fossero una partita di calcio, e una partita di calcio come fosse una guerra. In fondo aveva ragione, vissuto qui, dall’altra parte dell’oceano, l’amore per la nostra Nazionale, se possibile, è ancora più forte.

Quella fra il calcio e gli italiani è una grande storia d’amore, il segno di una lunga e orgogliosa tradizione, forza ragazzi battiamo anche la Svezia, continuiamo il nostro sogno!

Non è una partita bellissima, ma la tensione è tanta, l’Italia fatica, sembra meno brillante di quella vista contro il Belgio, siamo quasi alla fine quando Eder, il nostro “oriundo”, dopo un dribling ubriacante, con un tiro forte e angolato segna e fa esplodere la nostra gioia. Passano poghi minuti che sembrano un’eternità e l’arbitro fischia la fine. Abbiamo vinto, il turno è passato, siamo agli ottavi di finale, resta solo da vedere se come primi o come secondi. Ci abbracciamo, gioiamo, troppo pochi per andare in strada a sventolare il tricolore ma felici di mostrare a tutti il nostro orgoglio di essere Italiani. Altre partite da vedere insieme, altre emozioni, brindiamo felici, ci abbracciamo e nessuno si rende più conto che ancora sono solo le 11 del mattino. Nei prossimi giorni potremo goderci rilassati anche la semifinale della Coppa America del Centenario tra Stati Uniti e la vincente tra Argentina e Venezuela.

Adoro la nazionale, in qualunque parte del mondo io sia, per novanta minuti ha il potere di farmi sentire a casa.

 

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