Più che gioielli, raffinatissime sculture d’arte contemporanea. Fino al 1 novembre, alMuseo Orodautoredi Arezzo, è possibile visitare la mostra “Alberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista”, a cura di Giuliano Centrodi, curatore scientifico del Museo.
L’antologica delle creazioni dell’artista veneto, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto, tra gli esponenti più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea, è allestita nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri.
Sono visibili le opere più recenti dell’artista, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra queste, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che rappresenta la pianta pentagonale della città, ricollegabile anche ai plastici che dal Trecento si trovano in dipinti e sculture di santi in atto di mostrare la loro città alla tutela divina.I n mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano le spille “Structura” in oro e tormaline e i gioielli “Scrittura” con superfici dalle lamine a basso rilievi che rimandano allo “stiacciato” donatelliano. Interessanti anche i due recenti progetti Pitagora e Fellini con sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. Le due collezioni propongono vasi e candelabri, nelle forme quadrangolari, triangolari, semicircolari, vassoi circolari e ovali, caraffe e vasi ellittici e traslati; il centrotavola ‘E la nave va’, ad esempio, a forma di barca con la presa a modello di corno, sembra voler ricordare il famoso rinoceronte, ormai divenuto l’icona del film di Fellini. Zorzi (Padova, 1958) lavora i più svariati materiali – dall’oro al platino, dall’argento al rame, all’acciaio, all’ebano, ai quarzi – usa il colore e pietre particolari, da lui stesso disegnate, spesso anche tagliate e preparate direttamente, crea sempre invenzioni nuove sia riguardo alla materia che alla struttura, per lo più di tipo geometrico sulle quali può effettuare aperture e incisioni. Il gioiello per lui è valorizzato e inteso soprattutto come oggetto plastico che sia al contempo scultura, pittura, creazione artistica.
“Zorzi nel nuovo secolo ha cercato di limitare le parti lucide nelle sue creazioni”, ha commentato il curatore Centrodi. “Ogni elemento, anche il più minuto deve essere coinvolto nella sua ricerca della preziosità, ne è la dimostrazione questo importante gioiello – … mi posi all’orefice. Omaggio a Vasari – dove troviamo le superfici sabbiate, graffiate, smerigliate, incise a effetto seta, cesellate a granitura o texturate con utensili, strumenti e mezzi creati appositamente per avere sempre risultati nuovi ed originali frutto di una costante sperimentazione.
Gioielli d’artista in mostra ad Arezzo




