Giovani per Viareggio: un’associazione politico-culturale apartitica per le esigenze degli under 35

VIAREGGIO – (di Stefania Bernacchia) Non associatela ad un movimento politico, poiché nonostante abbia a che fare con la comunità, ha scopi ben diversi, che anzi vogliono in un certo senso prendere le distanze proprio dai modi di fare che spesso ha la politica. Stiamo parlando di Giovani per Viareggio, un’associazione politico-culturale apartitica senza fini di lucro che ha mosso i primi passi pochi mesi fa e che ad oggi conta già quasi 200 tesserati. L’ideatore e anima del progetto è Marian Puosi, giovane viareggino laureando in Giurisprudenza a Pisa, che a TGregione.it ha raccontato come è nata e soprattutto come si è sviluppata l’idea di GPV. 

Marian, tu sei l’anima di GPV. Di cosa si tratta?

L’associazione nasce dalla volontà di un gruppo di ragazzi di unirsi ed impegnarsi attraverso la realizzazione di un’organizzazione giovanile alla quale possono aderire gli under 35 che desiderano dare il loro contributo, elaborando proposte utili per migliorare il futuro della città. Ognuno può esprimere apertamente le proprie idee, ogni contributo è utile.

Quali argomenti affrontate?

Il nostro scopo è quello di mettere al centro del dibattito cinque grandi tematiche di interesse giovanile: ambiente, sicurezza, turismo, sport e cultura . Ambiente poiché la tutela e il rispetto del posto nel quale viviamo riteniamo sia la base sulla quale partire per una vita sana e salutare, primo biglietto da visita per ogni nazione definita civile; Sicurezza perché la città non può essere luogo di malvivenza e degrado; Turismo, attraverso la creazione di eventi e manifestazioni in grado di attirare persone durante tutto l’anno; Sport perché abbiamo bisogno di spazi gratuiti dove dare sfogo alle nostre energie; Cultura perché Viareggio torni ad essere all’altezza del suo passato e punto di riferimento intellettuale.

Che rapporto avete con la politica?

Siamo un’associazione politica nel senso che si occupa delle dinamiche della polis, ma nello stesso tempo è apartitica poiché non vogliamo essere inquadrati all’interno di un movimento politico specifico. Se un domani sentiremo l’esigenza di essere rappresentati anche in sede comunale, ci muoveremo in tal senso, al momento siamo e restiamo un’associazione.

Com’ è strutturata?

C’è un coordinamento, del quale fanno parte Carlo Olivieri (laurenado in lettere), Giulia Gemignani (medico), Marian Puosi (laureando in giurisprudenza), Bianca Bennewitz (laureata in scienze politiche), Andrea Quadrelli (laureando in scienze motorie) e Lorenzo Palazzi (dottore in giurisprudenza). Le nostre assemblee sono aperte a tutti, tutti possono esprimere giudizi, pareri e dare consigli. L’ultima parola però spetta ai tesserati, che sono obbligatoriamente under 35, proprio per non stravolgere il fine e il senso stesso di GPV.

Dove vi riunite? Avete una sede?

Essendo nati da poco, al momento ancora no. Ogni volta cerchiamo spazi, anche pubblici, dove poterci riunire e discutere, come la biblioteca comunale, ma ad essere sinceri avremmo bisogno di uno spazio tutto nostro. Anzi, se qualcuno che sta leggendo avesse uno spazio inutilizzato o lasciato all’incuria e volesse darlo a GPV, sarebbe un gesto molto apprezzato!

Lo scorso 1 giugno avete inaugurato l’associazione, che conta già quasi duecento tesserati. Progetti futuri?

Vorremmo portare nelle scuole superiori il corso di primo soccorso BLS, che riteniamo essere fondamentale; inoltre stiamo organizzando una serata estiva dal titolo ‘La Notte dei Desideri’ dedicata alle band giovanili ed emergenti, un progetto che è già a buon punto e del quale presto sveleremo più dettagli; al momento possiamo dire solo la data: il 10 agosto, la notte di San Lorenzo. Colgo infine l’occasione per ringraziare tutte le persone che stanno credendo in noi e i miei compagni di viaggio, con i quali c’è davvero una grande sintonia e intesa.