Giro d’Italia, vince Carapaz. Nibali entra nella storia

Contro le aspettative è Richard Carapaz, ecuadoriano di 26 anni appena compiuti, ad aver conquistato il 102° Giro d’Italia. Sul podio lo “squalo messinese”, Vincenzo Nibali, (toscano d’adozione), che nonostante la rimonta in extremis non è riuscito a tagliare il traguardo per primo.

Dopo aver costruito la propria impresa nei giorni scorsi sulle montagne, vincendo anche le tappe di Frascati e Courmayeur, l’ex gregario della Movistar, promosso sulla strada al ruolo di capitano, oggi si è limitato a difendersi nella 21a e ultima tappa, una cronometro di 17 km a Verona, restando saldamente sul gradino più alto del podio finale davanti a Vincenzo Nibali, comunque encomiabile nel disperato ma vano tentativo di rimonta.

Vincenzo con questo risultato entra comunque nella storia del ciclismo. In carriera ha vinto due Giri d’Italia (2013 e 2016), un Tour de France (2014) e una Vuelta di Spagna (2010), con il podio nella cronometro di Verona, entra di fatto enlla storia dei grandi del ciclismo.

Il 34enne messinese si è preso la soddisfazione di salire sul podio in un Grande Giro per ben undici volte e con la prova di oggi ha raggiunto Felice Gimondi ed Eddy Merckx nella classifica di coloro che che son saliti più volte sul podio a dei Grandi Giri.

Lo Squalo sognava il suo terzo successo al Giro d’Italia, invece si è dovuto accontentare del posto d’onore, comunque il suo 11° podio della carriera in una grande corsa a tappe: meglio anche di Bartali (10) e Coppi (9). «Nessun rimpianto» ha assicurato Nibali dopo la crono, tradendo però sul volto un filo di delusione.

Al terzo posto della Generale ha concluso invece lo sloveno Primoz Roglic, uno dei grandi favoriti della vigilia che aveva anche indossato la maglia rosa per 5 giorni, dominando a cronometro, ma dimostrandosi poi vulnerabile sulle salite lunghe e ripetute.

L’exploit di Carapaz rappresenta sicuramente una sorpresa, considerato che alla vigilia i favoriti erano altri: Dumoulin, Roglic e Nibali, poi Yates, Landa, Lopez e Chaves. Ma sulle montagne l’ecuadoriano ha stupito tutti per continuità e resistenza, legittimando ampiamente il proprio successo.

Ha sfruttato al meglio il marcamento tra Nibali e Roglic, che gli hanno concesso troppo spazio nelle tappe di Ceresole e Courmayeur. E si è anche avvalso, una volta in maglia rosa, del grande lavoro da parte dei suoi compagni di squadra della Movistar, primo fra tutti Landa che era passato dal ruolo di capitano e quello di gregario.

CLASSIFICA GENERALE FINALE
1. Richard Carapaz (Movistar) 90h 01’47’’
2. Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) +1’05’’
3. Primoz Roglic (Jumbo Visma) +2’30’’
4. Mikel Landa (Movistar) +2’38’’
5. Bauke Mollema (Trek-Segafredo) +5’43’’
6. Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) +6’56’’
7. Miguel Angel Lopez (Astana) +7’26’’
8. Simon Yates (Mitchelton-Scott) +7’49’’
9. Pavel Sivakov (Team Ineos) +8’56”’’
10. Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) +12’14’’