Gli auguri di buon anno del Sindaco Del Ghingaro:”Buon bene, basta livore: cambieremo Viareggio”

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VIAREGGIO – “Buon bene”. Il lungo messaggio di auguri per il 2017 è del Sindaco Giorgio Del Ghingaro:
“Prendevo il caffellatte e pensavo a quanto sono stato male questa estate.
Il 12 luglio una sentenza del TAR assurda, poi ribaltata completamente dal Consiglio di Stato il 21 novembre, azzerava una schiacciante vittoria elettorale e un lavoro collettivo per rimettere in ordine una cittá, mettendo nelle mani di un commissario prefettizio il comune di Viareggio.
Un’estate e un autunno in attesa di una sentenza che ristabilisse veritá e giustizia, poi finalmente e ovviamente arrivata.
Un periodo nel quale, dall’esterno, potevo solo osservare che tutto i lavoro fatto in un anno di governo, si perdeva nelle nebbie di una gestione burocratica, facendo riprecipitare la cittá indietro di mesi e mesi.
E stavo male, male fisicamente perchè non potevo intervenire, male psicologicamente perché mi consideravo vittima di una colossale ingiustizia.
Nel frattempo certa stampa infieriva, con improbabile saccenza disegnava scenari privi di senso logico e giuridico, accostando e parificando la mia persona a quella di colui che, per mera ambizione personale, aveva scatenato tutto il putiferio, paventando addirittura ipotesi di brogli e irregolarità nelle elezioni che mi avevano visto vincitore con tremila voti di differenza rispetto a lui e al secondo arrivato, cercando di far apparire opaca una vittoria che invece era stata brillante e trasparente.
E sempre nel frattempo una parte delle opposizioni smaniava, pensando che un TAR potesse sovvertire un’elezione democratica e rimediare alla loro sconfitta, dando loro un’ altra opportunità per provarci, per rimettersi in gioco, per ossigenarsi in una perenne campagna elettorale. E quindi si disegnavano nuovi scenari, si dissertava su ardite alleanze, si facevano già gli elenchi dei nuovi e vecchi candidati, si sommavano i personalismi, i particolarismi e gli egoismi e qualcuno si divertiva pure a dichiarare che l’esperienza del lucchese che ama Viareggio era finita e se ne doveva tornare di lá dal monte con la coda fra le gambe.
Insomma quattro mesi di chiacchiere, molte davvero senza senso, alcune strumentali, altre semplicemente inutili, dannose e offensive.
Ed io me ne stavo lì, a sopportare tutto questo, a volte in silenzio, a volte rispondendo, a volte facendo finta di nulla, a volte soffrendoci come un cane, impegnato a non perdere il filo di un ragionamento personale e politico che mi avevano fatto diventare, con grande orgoglio, sindaco di una città straordinaria.
Ho sentito tanto livore, tanta cattiveria, tante menzogne nei miei confronti, tante, troppe per dimenticarle tutte. Ma accanto a tutto questo anche tanto altro fortunatamente: una maggioranza che è stata definita in tanti modi denigratori, ma che io invece posso solo ringraziare, per la sua costanza, la sua compattezza, la sua lealtá. E una cittá che in questi mesi ho sentito vicina, a volte vicinissima, affettuosa e ottimista sul mio ritorno, convinta che insieme ce la potevamo davvero fare a risollevare questa città. Tante persone che mi hanno sostenuto, abbracciato, consolato e spinto a non mollare, tanti mi sono stati vicino, tanti mi hanno voluto bene. Tanti, tanti davvero hanno voluto bene a Viareggio.
Per questo dopo questo gran fracasso, questo bailamme, questo grande polverone, c’é bisogno di silenzio e di lavoro, tanto lavoro, Viareggio ha bisogno di cura e di attenzione, di concretezza massima, non più di parole al vento come ho letto e sentito in questi mesi di assenza forzata dal comune e sento e leggo tuttora da parte di chi non riesce a farsi una ragione del fatto che con me si cambia, si cambia metodo, prospettiva e soprattutto stile, di comportamento e di governo. Perché forse non si sono resi conto che il disastro in cui è precipitata la cittá é proprio figlio dei loro comportamenti e metodi scellerati. Per questo é necessario un radicale cambiamento, piaccia o non piaccia ai soloni, tanto blateranti quanto inconcludenti.
E allora, mentre il caffellatte si freddava pensavo anche che in fondo mi ero affezionato a questo 2016 imprevedibile, un po’ pazzo e un po’ nostalgico, dolce amaro, che mi ha insegnato molto e mi ha fatto ripassare i fondamentali in termini di sentimenti e di valori. E forse non tutto il male di cui sono stato oggetto, è stato negativo, perché tutto alla fine è vita, anche se magari a tratti dolorosa.
Per questo, abbandonando il caffellatte ormai imbevibile allo scarico del lavello, pensavo che il bene arriva sempre per le persone “ammodo”, per quelle che non sparlano e non odiano, per quelle che rispettano e non infamano, per quelle che riescono a trovare una enorme forza dalle cattiverie che vengono sparse intorno a loro. Perché il bene riconosce il bene.
E allora mi son detto che questa forse insignificante riflessione poteva essere il mio augurio per tutti voi che passate da questa mia casa virtuale, un augurio per l’anno nuovo e sconosciuto che sta per arrivare. Io vi garantisco la mia tenacia, la mia caparbietá, il mio impegno per cambiare Viareggio.
Facciamo buon anno e regaliamo bene, sono sicuro che ci verrá restituito”

1 comment

  1. peppino de stefano consigliere comunale 1 Gennaio, 2017 at 07:30

    caro Sindaco di Viareggio, letto il tuo messaggio, riflettuto su quanto hai fatto per la Città, considerato che fin dal marzo 2015 ho preso spontaneamente l’impegno di contribuire con le mie idei ed il mio impegno personale, sacrificando i tempi da dedicare alla famiglie e agli svaghi, per collaborare attivamente a mettere la Città in garegggiata, tirarla fuori dal dissesto, e poi far decollare: 1) le attività edilizie dello strumento urbanistico con ultimazione asse penetrazione; 2) il porto con la pesca ma più abncor più importante la nautica e gli attracchi da diporto; 3) un progetto realistico per una riprese delle attività turistiche; 4) una città decorosa co ntiknuando il programma in atto, rifiuti zero dela SEA compreso, la cui Presidenza egli ritiene di intralcio al compimento del residuo mandato e peggio ancora per quello successivo.
    Per attuare tali indirizzi, impegni e programma Peppino De Stefano non farà mancare il suo contributo

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