Governo del territorio: modifiche alla legge regionale, il Consiglio approva a maggioranza

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Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza l’adeguamento normativo al decreto-legge 76 del 16 luglio 2020 e alla sentenza 2/2021 della Corte Costituzionale, che introduce modifiche alla legge regionale legge regionale 65/2014 (governo del territorio) e alla legge regionale 31/2020 (proroga dei termini con riferimento agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica per il contenimento degli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria COVID-19). Il provvedimento passa con 21 voti a favore (Pd e Italia viva) 11 voti di astensione (Lega e Fratelli d’Italia) e 3 voti contrari (Movimento 5 stelle e Forza Italia).

È stata la presidente della commissione Ambiente, Lucia De Robertis (Pd) a illustrare l’intervento normativo in Aula: “Si tratta di un provvedimento atteso dai Comuni e dai professionisti del settore – spiega la presidente –, sul quale l’assessorato e la commissione si sono confrontati con Anci, professionisti e soggetti associativi direttamente interessati, come associazioni di categoria, associazioni professionali, sindacati”. La legge tende a favorire interventi di riuso e riqualificazione del patrimonio, nell’ottica della semplificazione. Si provvede, in riferimento al d.l. 76, anche tenendo conto delle circolari del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministro per la Pubblica amministrazione, alla riformulazione degli articoli 134 e 140 della legge regionale 65. Si provvede alla modifica di alcune disposizioni introdotte con successiva normativa nel 2019, per le quali la Suprema Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale. Altre modifiche rispondono all’esigenza di coordinare le previsioni normative ad alcune disposizioni regionali di settore, quali la legge regionale in materia di attività agrituristiche, fattorie didattiche ed enoturismo, e quella in materia di rischio di alluvioni e di tutela dei corsi d’acqua. La legge è composta da 45 articoli, alcune modifiche sono state introdotte dalla commissione Territorio e Ambiente, come lo stralcio dei primi due articoli della proposta di legge, che secondo la Giunta erano norme di raccordo con leggi speciali, ma che la commissione ha ritenuto ultronee. Approvati anche alcuni emendamenti presentati in Aula, uno dell’assessore Baccelli, nell’ottica semplificazione e maggiore coerenza al testo del decreto legge 120 del 2020, altri del gruppo del Partito democratico e della stessa commissione.

Tra le più significative modifiche introdotte dalla legge, la proroga del piano operativo dei Comuni da tre a cinque anni; una nuova formulazione degli interventi sottoposti al permesso a costruire, fra cui gli interventi di ristrutturazione edilizia, che è stata ampliata; la possibilità di comprendere anche interventi di aumento di volumetria; il dimezzamento dei tempi di attesa per l’autorizzazione sismica. L’entrata in vigore della proposta di legge, come spiegato, è importante sia quella ordinaria, soprattutto per non creare problemi ai Comuni. Infatti, compete alle amministrazioni comunali stabilire in concreto quali siano gli interventi ammissibili sui diversi edifici del proprio territorio, a prescindere da come tali interventi sono definiti dalla normativa sovraordinata, lasciando alla normativa regionale il compito di individuare il regime amministrativo e la procedura di sanzione, nel rispetto della disciplina statale di riferimento. Con le modifiche alla legge 31/2020, si posticipa al 31 dicembre 2022 la possibilità di realizzare alcuni tipologie di interventi edilizi per quei Comuni che non hanno potuto ancora adeguare i propri strumenti urbanistici alle previsioni della legge 65.

Nel corso dell’illustrazione in Aula, la presidente De Robertis ha ricordato il “livello molto alto del dibattito in commissione”, ha ringraziato l’assessore Baccelli e i commissari “per i contributi anche critici che ci hanno consentito di migliorare una proposta di legge che per sua natura è tecnica”.

La capogruppo Irene Galletti (M5s) ha annunciato il voto contrario del Movimento 5 stelle: “Si modifica la legge del paesaggio, la legge Marson, che è ritenuta tra le più avanzate in materia di urbanistica, modello per le altre regioni e oggetto di studio. Si va a deregolamentare una serie di procedure col pretesto di rendere gli interventi meno onerosi. Il nostro giudizio è condiviso anche da associazioni prestigiose. Cgil, Legambiente e altre associazioni non hanno mancato di inviare messaggi, anche nelle ultime ore. Queste modifiche minano il principio organico di governo del territorio, aprono a frazionamenti edilizi ed eccessivo consumo del suolo. Siamo a favore di semplificazione e abbattimento dei costi delle aziende, ma non a spese dell’ambiente e del paesaggio toscano, un bene che appartiene a tutta l’umanità. La rottamazione di questa legge – conclude Galletti – è stata un punto forte di parte della maggioranza collegata a Italia Viva. Si va a piccoli, continui passi verso una deregolamentazione in piena regola”.

Il vicepresidente della commissione Ambiente, Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) spiega che la modifica di legge “non si ferma alla duplice esigenza per la quale è nata. Si introducono altri cambiamenti, si è colta l’occasione per un restyling della legge 65, che è sottoposta al diciottesimo o diciannovesimo intervento di correzione. Questo è il più significativo. Alcuni emendamenti ci vedono a favore, altri non ci trovano d’accordo e su questi ci asterremo”. Il giudizio sul provvedimento “è complessivamente discreto. Su come è formulata la norma abbiamo qualche riserva. Nel voto sul complesso della legge ci asterremo”. Il consigliere ha avanzato all’Aula la proposta di “valutare l’ipotesi di un ordine del giorno per rivedere termini e scadenze del 110 per cento”. Proposta accolta dal vicecapogruppo Pd, Massimiliano Pescini: “C’è una nostra mozione che abbiamo chiesto di anticipare al voto”.

“Sono sette anni che modifichiamo la legge 65 e devo dire che questa volta le modifiche sono veramente sostanziali. Diciamo che viene stravolta, perché viene introdotto uno strumento nuovo: l’ampliamento delle superfici”, dichiara la capogruppo della Lega Elisa Montemagni. “Viene superato lo scempio di una legge che aveva portato più all’abbandono che al recupero. Voteremo a favore di quasi tutti gli articoli, riteniamo che siano non poco migliorativi. Avevamo chiesto di chiuderla insieme a un’altra proposta di legge, sugli agriturismi”. La capogruppo ha annunciato il voto di astensione sul provvedimento nel suo complesso. “C’è il tema del rischio idrogeologico, bisognerebbe fare una differenziazione e andare a vedere quali siano effettivamente a rischio. La legge 65 si può ancora migliorare, ho trovato spunti di Scaramelli che sono interessanti. Il voto nostro sarà di astensione, anche se voteremo a favore di molti articoli, contrari sull’emendamento di Ceccarelli”. Giudizio positivo “sul lavoro ben condotto in commissione”.

Il consigliere Francesco Gazzetti (Pd) parte “dalle ultime considerazioni della presidente Montemagni: mi voglio unire al ringraziamento alla presidente De Robertis per come ha condotto questo passaggio. Anche tempi corretti, c’erano necessità impellenti. Riconosco il grande lavoro e capacità di ascolto dell’assessore Baccelli, che si è dimostrato punto di riferimento non sostituibile in rapporto alle istanze e necessità dei territori: ha permesso portare contributo e soluzione concreta a difficoltà emerse dai territori, compreso quello dal quale provengo”.

Secondo Cristiano Benucci (Pd), “si tratta di una modifica importante: si allinea la legislazione regionale a intervenute modifiche della legislazione nazionale. Dobbiamo evitare eccessi nell’interpretazione della portata di questa norma, che non è né eccessivamente permissiva, né stravolge la legge 65. Si tratta di un atto certamente importante, non c’è da biasimare il fatto che la modifichiamo tante volte. Si rende certezza ancor maggior al diritto urbanistico di questa regione. Non si gridi all’allarme rispetto alla portata di questo provvedimento. Il nostro obiettivo è evitare l’abbandono, rifunzionalizzare tanti ruderi abbandonati che sono uno scempio nel paesaggio toscano. Se non é avvenuto fino a oggi, vuol dire che non c’erano le condizioni e si doveva intervenire”.

“Continuiamo a migliorare, adeguare, semplificare una legge importante, che ho sempre difeso e alla quale le altre regioni guardano con assoluto interesse”, dice il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli. “Non ci sono i contenuti per dire che si stravolge la legge Marson. In questi anni abbiamo fatto un’operazione simpatia nei confronti di una legge che ha trovato il modo di declinare il non consumo di suolo. Ci siamo adeguati ad alcuni provvedimenti decisi dal Governo del quale fa parte anche il Movimento 5 stelle. Non c’è stravolgimento nell’aver prorogato i termini o nel consentire qualche tolleranza in più per non avere difformità quando i cittadini andranno a richiedere il 110 per cento o il sisma bonus”.

“Voto a favore convinto” annuncia il capogruppo di Italia viva Stefano Scaramelli: “Il Movimento 5 stelle ci attribuisce un ruolo eccessivo, che prendiamo volentieri, ma dobbiamo riconoscere il lavoro dell’assessore e della commissione. La pdl che abbiamo depositato come Italia viva e che ci auguriamo venga approvata nelle prossime settimane va nella stessa direzione. Nella legge che approviamo oggi ci sono elementi che semplificano, migliorano, favoriscono lo sviluppo, ma noi pensiamo che serva una riforma complessiva. Quella di oggi richiesta che arriv dal mondo dell’impresa, del lavoro delle professioni. Ci auguriamo che quest’aula riesca a trovare il coraggio, nelle prossime settimane, di andare ancora più avanti, con la nostra iniziativa che ha raccolto istanze che arrivano dal territorio”.

Nell’intervento a conclusione del dibattito, l’assessore Stefano Baccelli (Pd), rivolge un ringraziamento alla commissione: “Se qualche equivoco poteva esser sorto dalla prima redazione della pdl, avete fatto bene a eliminarlo. Nelle norme di adeguamento al dl semplificazioni abbiamo dato indirizzo politico, coerente con le precedenti modifiche, che era quello non di cambiare la logica della legge Marson, della quale vanno salvaguardati i valori (volumi zero, riqualificazione e rigenerazione urbana), ma fare tutto il possibile per semplificare queste norme, venendo incontro alle esigenze delle amministrazioni comunali e dei professionisti. Non ci riconosciamo nella lettura della consigliera Galletti. Abbiamo introdotto poteri di deroga, possibilità di salvaguardare lo stato legittimo di un immobile. Siamo intervenuti per evitare il paradosso grottesco di non consentire utilizzo di bonus e superbonus a partire dal 110 per cento. A me non pare che ci sia un rischio rispetto alle aree vincolate – dice l’assessore –. Non c’è stravolgimento della nostra disciplina, ma non si poteva rinunciare agli incentivi del governo per rendere le case più sostenibili, più accoglienti, più vivibili, far lavorare le imprese, far ripartire l’attività edilizia. La riqualificazione si fa semplificando le norme, con le risorse economiche, anche grazie agli investimenti pubblici, che la Regione ha realizzato con un ottimo lavoro, e accompagnando le nostre amministrazioni comunali”.

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