Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva di Grosseto. Ieri la città ha ricordato l’83esimo anniversario del bombardamento aereo del 26 aprile 1943, quando le bombe colpirono il centro abitato causando 134 morti, tra cui molti bambini, in quella che resta una delle giornate più tragiche della storia maremmana.
In un giorno di festa trasformato in tragedia dalla guerra, Grosseto visse il suo primo devastante bombardamento. Una pagina drammatica che continua a essere commemorata con partecipazione e rispetto.
La cerimonia, organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) – sezione provinciale di Grosseto – si è svolta al Parco di via Ximenes, con la presenza di cittadini, bambini, autorità, gonfaloni istituzionali e associazioni combattentistiche e d’arma.
Dopo il ritrovo iniziale, la commemorazione è proseguita con la benedizione, gli interventi istituzionali e la deposizione di una corona in memoria delle vittime civili, seguita da un momento di raccoglimento.
L’iniziativa non rappresenta solo un omaggio alle vittime, ma anche un richiamo alla pace, alla memoria storica e alla consapevolezza del prezzo pagato dalla popolazione civile durante la guerra.
Arte e testimonianza per raccontare la tragedia
La giornata è stata arricchita da una performance artistica dedicata alla Strage di Pasquetta del 1943, con una kermesse evocativa che ha intrecciato danza e narrazione.




