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Grosseto, due quindicenni indagati per istigazione al suicidio: indaga la Procura per i Minorenni

Due ragazzi di 15 anni, residenti rispettivamente nelle province di Grosseto e Firenze, risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura per i Minorenni di Firenze per i reati di istigazione al suicidio e istigazione a delinquere.

L’indagine, condotta dalla Polizia Postale, si inserisce nel più ampio filone investigativo che riguarda presunti gruppi online riconducibili a fenomeni di autolesionismo e alle cosiddette “sfide estreme” diffuse attraverso il web.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli investigatori sarebbero risaliti ai due adolescenti seguendo le tracce di un profilo utilizzato online per contattare giovani utenti e coinvolgerli in prove di autolesionismo.

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe il caso di una minorenne tedesca che avrebbe ricevuto richieste di procurarsi ferite e documentarle attraverso fotografie e video. La ragazza, secondo la ricostruzione degli investigatori, non avrebbe portato a termine la presunta sfida ma avrebbe comunque segnalato l’episodio alle autorità competenti.

Da quella denuncia sarebbero partite le attività investigative che hanno portato gli inquirenti fino ai due adolescenti toscani.
Uno dei due quindicenni sarebbe già stato ascoltato dagli investigatori e avrebbe ammesso di essere a conoscenza dell’episodio, sostenendo però di non esserne l’ideatore. Secondo la sua versione, l’altro adolescente sarebbe considerato dagli inquirenti il possibile coordinatore delle attività contestate e avrebbe utilizzato il profilo online per celare la propria identità.

La posizione di entrambi i minori è attualmente al vaglio della magistratura minorile e degli investigatori, che stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione ruoli e responsabilità.
Le indagini si stanno concentrando sull’analisi del materiale condiviso attraverso chat e piattaforme digitali frequentate dagli adolescenti. Tra gli elementi al centro delle verifiche vi sarebbero anche possibili canali di contatto utilizzati per avvicinare minori e coinvolgerli in attività illecite online.

Al momento il fascicolo resta aperto e la Procura per i Minorenni non esclude ulteriori sviluppi investigativi.
L’inchiesta riporta l’attenzione sui rischi legati alla diffusione di comunità virtuali che promuovono comportamenti autolesionistici o che tendono a normalizzare pratiche pericolose tra i più giovani.

Le autorità invitano famiglie, scuole e operatori del settore a mantenere alta l’attenzione sui contenuti frequentati dagli adolescenti online, promuovendo percorsi di educazione digitale e prevenzione per contrastare fenomeni che possono avere conseguenze molto gravi.

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