Un’area rimasta incompiuta torna al centro della pianificazione urbana. Il Comune di Grosseto ha avviato il procedimento per la variante al Regolamento urbanistico che punta alla rigenerazione e al completamento dell’area Peep di via De Barberi.
L’intervento, inserito nella proposta Pinqa, prevede la realizzazione dei lotti da 1 a 6 e la delocalizzazione di una parte dei volumi residenziali in altre zone del capoluogo. Una scelta che mira a riorganizzare l’assetto urbano senza nuovo consumo di suolo, intervenendo su criticità accumulate nel tempo.
Con la delibera sono stati approvati gli elaborati tecnici principali, tra cui relazione illustrativa, studi geologici e ambientali e la verifica di assoggettabilità a VAS. È stato inoltre definito il percorso di informazione e partecipazione rivolto a cittadini e soggetti interessati, mentre il procedimento coinvolgerà diversi enti chiamati a esprimersi secondo le tempistiche previste.
“Con l’avvio di questo procedimento – afferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – compiamo un passo importante verso la rigenerazione di un’area strategica. Non è solo un intervento edilizio, ma un’operazione complessiva che punta a ridare qualità e prospettiva a un pezzo significativo della città, lavorando sul completamento e su una distribuzione più razionale delle funzioni. È un approccio che guarda all’intero sistema urbano, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando ciò che già esiste”.
Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Fabrizio Rossi: “Avviamo un intervento concreto che punta a completare i lotti e migliorare la qualità del tessuto urbano, anche attraverso una distribuzione più equilibrata dei volumi residenziali. La proposta PINQUA ci consente di rispondere a esigenze abitative e di riqualificazione, nel rispetto delle procedure ambientali. Sarà fondamentale garantire trasparenza e partecipazione nelle prossime fasi”.
L’obiettivo dichiarato è trasformare un comparto incompleto in una parte funzionale della città, intervenendo non solo sugli aspetti edilizi ma anche sulla qualità complessiva degli spazi e dei servizi.




