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Guida autonoma: da Pisa il software TLM per la sicurezza robotaxi

La soluzione ai bug riscontrati a bordo dei così detti robotaxi o taxi a guida autonoma potrebbe arrivare direttamente da Pisa grazie allo studio condotto da Marco De Vincenzi e Ilaria Matteucci dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (CNR-IIT) con la professoressa Chiara Bodei dell’Università di Pisa. I robotaxi rappresentano ormai una realtà affermata negli Stati Uniti, tuttavia una recente inchiesta avviata dal Congresso statunitense ha sollevato dubbi sulla sicurezza di tali veicoli, mettendo in luce come quelli in uso non siano ancora del tutto autonomi.
La possibile soluzione a questa problematica arriva come vi dicevamo da da uno studio di Marco De Vincenzi, Ilaria Matteucci e Chiara Bodei che, insieme al gruppo di ricerca Auto-ID Lab del Massachussetts Institute of Technology (MIT), hanno sviluppato un innovativo linguaggio di messaggistica avanzato che fornisce informazioni utili al veicolo in tempo reale, superando le difficoltà che potrebbero derivare da eventuali casi di latenza del segnale o da errori umani.
La soluzione, denominata TLM (Time-Logic-Map), è stata presentata con successo lo scorso ottobre alla Vehicle Technology Conference di Chengdu (Cina): è un linguaggio di messaggistica che permette all’infrastruttura (incroci, cantieri, semafori) di “spiegare” al veicolo cosa fare.
“Non possiamo avere una vera guida autonoma diffusa, sicura ed efficiente se ogni veicolo richiede un supervisore umano a distanza – ha dichiarato Ilaria Matteucci – Con TLM, l’intelligenza necessaria a risolvere l’impasse non si trova in un’assistenza remota dall’altra parte del mondo, ma sulla strada stessa”.
“Le strade sono nate per gli esseri umani, e i veicoli autonomi devono ancora interpretare segnali pensati per la visione umana attraverso sensori e algoritmi complessi – sottolinea invece la professoressa Chiara Bodei – Time-Logic-Map introduce invece un linguaggio spaziale per le macchine, che comunica in modo diretto.”
“Questo approccio – ha aggiungiunto Marco De Vincenzi – può eliminare i pericoli legati al “lag” della connessione internet, poiché la decisione avviene su informazioni trasmesse localmente tra l’infrastruttura e l’auto”.


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