Guida in stato d’ebbrezza. Se succede che succede?

(Di Beatrice Taccini)- Guida in stato di ebbrezza. Probabilmente il reato più socialmente accettato. Ma comunque un reato. Quello minore? Quanto è grave? E la pena? Quale sarebbe quella giusta? Troppo pesante per chi ha bevuto un paio di bicchieri di vino e poi si è messo al volante? Troppo leggera per chi ha guidato l’auto su strada rischiando di nuocere agli altri e a sé stesso? Capiamolo.

Il reato di “guida sotto l’influenza dell’alcool” è disciplinato dall’art. 186, D.Lgs n. 285/1992 (c.d. Codice della Strada), modificato poi dal D.M. 16 dicembre 2014 e prevede tre differenti sanzioni a seconda del valore etilico accertato al conducente.

a) se il tasso alcolemico risulta superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 g/l il conducente è punito con il pagamento di una somma da € 531 a € 2.125, la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi e la decurtazione di 10 punti dalla patente;

b) se il tasso alcolemico risulta superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 g/l il conducente è punito con l’ammenda da € 800 ad € 3.200, l’arresto fino a sei mesi, la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno e la decurtazione di 10 punti dalla patente;

c) se il tasso alcolemico risulta superiore a 1,5 g/l il conducente è punito con l’ammenda da € 1.500 ad € 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, la sospensione della patente di guida da uno a due anni e la decurtazione di 10 punti dalla patente; inoltre è disposta la confisca del veicolo, salvo che il veicolo appartenga a persona differente dal conducente.

A questi 3 scaglioni si aggiungono ulteriori dettagli per personalizzare la pena, ad esempio: in tutte e tre le ipotesi indicate vengono decurtati ben 20 punti dalla patente nel caso in cui la violazione sia commessa dal neo-patentato entro i primi tre anni dal rilascio della stessa.

Oppure, se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene suddette sono raddoppiate, e nei primi due casi è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato, mentre per la terza ipotesi è sempre disposta la revoca della patente.

Per i bevitori notturni, ovvero la maggior parte, le pene sono ulteriormente inasprite, infatti, in tutti e tre le ipotesi sopraccitate l’ammenda aumenta da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22,00 e prima delle ore 7,00.

L’accertamento dello stato di ebbrezza da parte delle autorità competenti avviene a mezzo degli etilometri, con due prove che vengono effettuate a distanza di 5 minuti l’una dall’altra. No, 5 minuti saranno quasi del tutto inutili per mettere in pratica un qualsivoglia escamotage apparentemente geniale che potrebbero avervi suggerito su un forum di amanti dell’aperitivo.

Una volta che avete eseguito la prova etilometrica, credete che il dato ricavato dall’apparecchiatura non sia per qualunque ragione attendibile, potrete pretendere di recarvi immediatamente presso una struttura sanitaria per fare le analisi del sangue. Ciò potrà esservi da aiuto, nel processo penale che dovrete affrontare, per provare a dimostrare l’inattendibilità della prova etilometrica eseguita.

Attenzione a mettere in dubbio l’attendibilità del test sulla base dei parametri sballati certificati dal test stesso, in questo caso la situazione potrebbe aggravarsi e forse non vale la pena neanche per la bella storia che avreste poi da raccontare.