Home restaurant, il Ministero fa chiarezza: la posizione di Confesercenti

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VERSILIA – “Gli home restaurant, ossia le case private in cui i proprietari a pagamento realizzano pranzi e cene per una clientela, sono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. E quindi come tali, devono rispettare tutti i criteri. Questa la posizione ufficiale del Ministero dello sviluppo economico che ha risposto ad un quesito posto da una Camera di commercio, che chiedeva informazioni inerenti l’apertura e la gestione di queste attività”. A parlare è Esmeralda Giampaoli, nella duplice veste di presidente Confesercenti Versilia e presidente nazionale del sindacato pubblici esercizi, per fare chiarezza sul fenomeno degli home restaurant che anche sulla costa versiliese sta prendendo piede. “Un fenomeno – dice ancora Giampaoli – che se non regolamentato rischiava di trasformarsi in abuso e in elemento di concorrenza sleale. Bene quindi ha fatto il ministero a prendere una posizione chiara”. Ministero che, appunto si è pronunciato affermando che “questa attività, anche se esercitata solo in alcuni giorni dedicati e tenuto conto che i soggetti che usufruiscono delle prestazioni sono in numero limitato, non può che essere classificata come, attività di somministrazione di alimenti e bevande. Sebbene i locali in cui i prodotti vengono preparati e serviti siano privati, sono comunque locali attrezzati aperti alla clientela”. Ancora Giampaoli: “Non si può infatti parlare che di clientela, dal momento che la fornitura delle prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e, quindi, anche se innovativa, si esplica quale attività economica in senso proprio. Da qui il rispetto delle regole vigenti – aggiunge la presidente di Confesercenti Versilia -. Occorre quindi presentare i requisiti di onorabilità per l’esercizio di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, acquisire i requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande, presentare una Scia o, per le zone tutelate soggette a programmazione, una richiesta di autorizzazione”. La conclusione di Esmeralda Giampaoli: “Alla luce di questa interpretazione del ministero, da noi condivisa e sollecitata, chiediamo ai Comuni della Versilia che si adeguino fin da subito adottando gli opportuni controlli in rete e sul territorio”.

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