Ci è stato riferito che qualcuno ci ha accusato di pubblicare notizie “contro” Forte dei Marmi. Nello stesso contesto ci si interrogava anche su chi fosse il proprietario del nostro giornale. Lo abbiamo appreso casualmente da altre persone, perché queste osservazioni non sono mai state rivolte direttamente a noi, ma sono emerse nel dibattito di un gruppo Facebook privato.
Da giornalisti, c’è un aspetto che ci colpisce più di ogni altro: nessuno contesta la veridicità delle notizie che pubblichiamo, nessuno indica un articolo diffamatorio o un fatto raccontato in maniera falsa.
Parrebbe invocarsi invece una presunta regia e, salvo errori, un fantomatico complotto ai danni di Forte dei Marmi. La realtà è molto più semplice.
Per sapere chi è il proprietario della nostra testata e come sia organizzata la società editrice basta una normale visura camerale, accessibile a chiunque.
È lì che si trovano tutte le informazioni, comprese quelle relative a chi investe risorse per permettere a una redazione di lavorare con professionalità e con condizioni dignitose, cosa non scontata nel panorama dell’editoria di oggi.
Se invece qualcuno ritiene che il nostro giornale abbia leso l’onorabilità di una persona o di un’istituzione pubblicando notizie false o diffamatorie, gli strumenti esistono da sempre: ci si rivolge alla magistratura e si presenta una querela. È il modo corretto per tutelare i propri diritti, non certo l’eventuale insinuazione o il sospetto.
Tra i vari commenti letti sui social ce n’è uno che merita una riflessione. È firmato da Ermindo Tucci, il quale ipotizza che dietro il nostro lavoro agiscano non meglio precisati “poteri forti”.
Non conosciamo personalmente il signor Tucci. Sappiamo però che l’11 luglio ci ha inviato un comunicato stampa nel quale i coordinatori del centrodestra sostenevano una nuova candidatura a sindaco di Forte dei Marmi di Bruno Murzi.
Come facciamo sempre, abbiamo pubblicato la notizia.
Meno di dodici ore dopo, però, è arrivata la smentita ufficiale di Forza Italia provinciale, che ha preso le distanze da quel documento.
E quindi abbiamo pubblicato anche quella.
Abbiamo avuto invece rapporti professionali con Maria Tucci, sorella di Ermindo, che per molti anni ha ricoperto il ruolo di addetta stampa del Comune di Forte dei Marmi e che successivamente ha vinto un concorso per un incarico amministrativo, che parrebbe molto diverso da quello svolto fino a quel momento.
Non abbiamo alcun interesse a formulare illazioni. Ci limitiamo a osservare che, se una vicenda analoga avesse riguardato altre persone, probabilmente il dibattito sarebbe stato molto più acceso e magari in questo caso si sarebbe parlato dei fantomatici poteri forti. È il nostro pensiero.
Continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: raccontare ciò che accade, verificare le notizie, dare voce a tutte le posizioni e lavorare ogni giorno per informare i nostri lettori, a Forte dei Marmi come nel resto della Toscana. Un fatto che è facilmente verificabile.
Non abbiamo padrini, non rispondiamo a “poteri forti” e non riceviamo indicazioni su cosa pubblicare o cosa tacere. Il nostro lavoro è pubblico, verificabile e firmato.
Per quanto ci riguarda siamo sempre disponibili a rispondere a viso aperto a chi voglia discutere con noi in maniera seria e leale. Anche personalmente.
Giacomo Guerrini
Direttore responsabile
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