Il caffè dei maledetti fotografi, domenica intervista pubblica a Massimo Sestini

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MARINA DI PIETRASANTA – Trenta anni di carriera, se si considerano i primi scatti a 16 anni di concerti rock e fotografie rubate sulla spiaggia di Forte dei Marmi, passati a documentare la cronaca italiana, a realizzare gli scoop internazionali più esclusivi e i reportage più audaci. Una lunga strada che lo ha portato a vincere quest’anno un prestigioso premio del World Press Photo. Massimo Sestini sarà il protagonista del secondo appuntamento del Caffè dei Maledetti Fotografi – in programma domenica 28 giugno alle ore 18,30 – organizzato da LABottega di Marina di Pietrasanta, spazio dedicato alla fotografia. Un ciclo di interviste pubbliche condotte dal giornalista Enrico Ratto, fondatore del magazine on line “Maledetti Fotografi”, partner de LABottega nell’organizzazione di questa rassegna che vedrà protagonisti fino a settembre altri prestigiosi nomi della fotografia italiana.
In questi lunghi anni, gli scatti di Sestini hanno raccontato spettacolarmente la grande Storia e migliaia di quelle piccole dell’Italia e del mondo. Paparazzo, fotogiornalista, famoso per travestimenti, nascondigli, voli in elicottero e scatti rubati; celebre come le sue immagini che hanno documentato e documentano cronaca, attualità, gossip attraverso collaborazioni con le principali agenzie fotografiche, con i più importanti giornali e magazine nazionali e internazionali. Qualche scatto popolare: l’arresto di Licio Gelli a Ginevra, la strage del rapido 904 nella galleria di Benedetto Val di Sambro, l’incursione sulla Moby Prince in fiamme, le foto aeree degli attentanti a Falcone e Borsellino o le note “paparazzate” come Bossi in canottiera, Lady Diana in bikini, i funerali di Casiraghi, le nozze blindate di Ramazzotti.
Negli anni 90, con l’introduzione delle prime fotocamere digitali professionali, Sestini ne intuisce immediatamente le opportunità creative adottando la nuova tecnologia per tutti i suoi servizi e anticipando uno stile e una gestione della produzione fotografica che sono poi divenuti uno standard del mondo della comunicazione. Con uno dei suoi ultimi impegni – il progetto Zenit – Sestini offre una nuova visione prospettica e una diversa percezione del mondo. Un visione delle cose completa, dall’alto, calato dall’elicottero che lo trasporta cogliendo con l’obiettivo un’altra realtà che non è percepibile dal basso. Un’originale chiave di lettura: un solo punto di vista, lo zenit, uno sguardo diverso che crea una sovversione e che trasforma la realtà coi suoi duri contrasti in cui convivono eventi sconvolgenti e momenti sereni. L’immagine “Mare Nostrum” che ritrae il barcone di naufraghi salvato dalla Marina Militare (2014) ha vinto il World Press Photo 2015, General News.
I prossimi incontri saranno con Massimo Vitali e Giovanna Calvenzi. Maggiori informazioni su: www.labottegalab.com e su www.maledettifotografi.it

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