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“Il Carnevale non si doveva autofinanziare?”

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VIAREGGIO – “Ma il Carnevale non si doveva autofinanziare?”. La domanda arriva da molti cittadini di Viareggio. Memori di quanto detto dallo stesso commissario della Fondazione Stefano Pozzoli quando si insediò.  Era il 26 settembre del 2015 quando il commissario si presentò alla stampa e nel lavoro annunciato, alla prima conferenza stampa, c’era giusto appunto anche la ricerca di sponsor a largo spazio, e dei partners, tramite gara informale, che, disse sarebbe stata affidata a una società di marketing, seria ( LEGGI ANCHE: il sindaco presenta Pozzoli a Palazzo delle Muse ). “Una manifestazione che incassa oltre due milioni dalla biglietteria queste le sue parole di allora –  non può ricavare meno di 200mila euro dagli sponsor. Il mercato soffre in questo momento, ma allo stesso tempo non ci si può sempre rifugiare da papà Comune o mamma Regione. Per la prossima settimana ho già fissato un appuntamento con una concessionaria di pubblicità”. A distanza di quasi 1 anno e mezzo, di un Carnevale, quello del 2015, già passato, e di quello, anno domini 2016, in corso, e alla luce dei finanziamenti arrivati dalla Regione, e promessi per l’edizione 2017, “”mamma regione” è ancora indispensabile e le domande sorgono spontanee: quale agenzia pubblicitaria è stata ingaggiata? Quanti sponsor, e quali, sono stati trovati? A quanto ammontano i soldi avuti?. Due milioni di incasso, vero è che mancano ancora tre corsi, per ora sono una speranza lontana, visto che ai primi due corsi gli incassi sono stati di 118 e 180mila euro…  Sul bilancio della Fondazione incide comunque il compenso, che come tutti ricorderanno è di  60mila euro lordi, che se anche Pozzoli si è autoridotto del 20% sono comunque 48mila: cifra questa che se paragonata al “gratis” di  quando presidente era Alessandro Santini non è poca cosa.

 

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