Il commercio di prossimità non tira più in Toscana. La Regione ha infatti perso 7.149 negozi negli ultimi dieci anni: nel 2024 il totale degli esercizi attivi era di poco superiore a quota 81mila, contro gli oltre 88.300 del 2015. È quanto emerge dall’Osservatorio reciprocità e commercio locale realizzato da Nomisma.
Nonostante il calo delle attività commerciali, nello stesso periodo è aumentato il numero degli addetti. In Toscana la crescita è stata del +19,5%, pari a oltre 30.900 unità, portando il totale degli occupati nel settore a più di 190.500 nel 2025.
Tra le province toscane, Pisa è quella dove la crisi del commercio di vicinato emerge in modo più evidente. È infatti il territorio che ha registrato la perdita più alta in termini assoluti, con 1.367 esercizi commerciali in meno rispetto al 2015. Situazione negativa anche a Firenze, con un saldo di -956 attività, seguita da Massa Carrara (-942) e Lucca (-923).
Guardando invece alle percentuali, è Massa Carrara a far segnare la contrazione più marcata, con un calo del -16,3%. Seguono Pisa (-13,8%), Arezzo (-11,4%) e Siena (-10,6%). Più contenuta invece la flessione registrata a Firenze, dove il calo si ferma al -4,4%.
Per quanto riguarda gli addetti, il numero cresce in tutte le province toscane. Gli aumenti maggiori si registrano a Firenze (+25,2%), Prato (+21,7%), Grosseto (+21,4%) e Livorno (+20,8%). Gli incrementi più contenuti si registrano invece a Massa Carrara (+6,3%) e Pistoia (+8,2%).
In crescita anche i ricavi del settore. In Toscana l’aumento medio è stato del +37,8%, con picchi particolarmente elevati a Pisa (+57,1%), Siena (+51,6%) e Arezzo (+48%).
Dalla ricerca emerge inoltre che la perdita dei negozi di vicinato riguarda soprattutto i settori della cultura e dello svago, oltre al comparto tessile, abbigliamento e accessori, in calo sia per numero di esercizi sia per addetti. In difficoltà anche attività tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobilifici e negozi alimentari.




