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Il complesso di Pollicino…

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Il complesso di Pollicino… Parliamo oggi di un tema che evidenzia come uomini e donne in amore si preoccupano di cose molto diverse! Il complesso di Pollicino, ossia la paura di avere un pene troppo piccolo, pare che riguardi il 23% degli adulti fra cui molti giovani, che addirittura temono di essere sottodotati; ciò sostengono alcune indagini decisamente un po’ bizzarre.

Il confronto più arduo da sostenere pare avvenga in sede ‘spogliatoio’ laddove la competizione, più o meno mascherata, si sposta dal campo di gioco o la sala attrezzi all’anatomia degli organi genitali!  In alcuni casi la preoccupazione riguarda il non sentirsi all’altezza di soddisfare il piacere sessuale della propria compagna o più genericamente produca senso di inadeguatezza sotto le lenzuola.

Comunque sul piano pratico non è troppo complicato fare luce su quella che più spesso è uno pseudo-problema, è sufficiente semplicemente una scientifica analisi anatomica dei genitali umani.

Il tunnel vaginale è lungo solo 8-13 centimetri e un pene (in erezione) per quanto modesto può dignitosamente occupare tale spazio, tanto più che il piacere femminile è prevalentemente esterno originando in gran parte dal clitoride, e se proprio vogliamo andare a scomodare l’orgasmo vaginale evocando il ‘fantasmatico’ Punto G, questo sembrerebbe risiedere entro i primi 5 centimetri del canale vaginale.

Inoltre in base alle opinioni sondate nelle indagini sulla taglia, sappiamo che le donne della nostra specie  non sono ossessionate dalla lunghezza, sembra infatti che sia piuttosto la circonferenza a dare adito a certe preferenze femminili……

Comunque  citiamo i numeri  della statistica sulla questione dimensione media del pene del maschio umano. La maggior parte dei nostri connazionali rientra nello standard: dai 7,6 ai 10,6 centimetri in situazione di riposo, dai 12,7 ai 17,7 in erezione. Le differenze nella lunghezza dell’organo sessuale fra i gruppi etnici sono in media proporzionali alle dimensioni della vagina (maggiore nei ‘mitizzati’ neri africani e minore negli asiatici) e dipenderebbero da un fattore anatomico-costituzionale legato alla conformazione del bacino femminile.

Ora è vero che vi sono rari casi in cui effettivamente vi è un problema (il micropene, in cui è indicata la strada chirurgica con intervento di fallo plastica), ma nella stragrande maggioranza dei casi potremo vedere come un ‘delirio’  la preoccupazione che dilaga nella mente di molti uomini rispetto alla  taglia del proprio pene.

In realtà sul podio delle soddisfazioni sessuali femminili  occupa diffusamente il posto più alto l’aspetto sentimentale, almeno nella maggior parte delle donne, potremmo infatti riassumere con la locuzione ‘senza cupido niente libido’ dato che anche nel rapporto di tipo ‘toccata e fuga’ la femmina necessita di un coinvolgimento più ampio che solitamente va oltre all’aspetto visivo tout court.

E se poi vogliamo proprio rimanere sul tema delle dimensioni forse quel che attrae di più il gentil sesso può essere riferibile ad un altro organo: il cervello! Che come sappiamo bene   è senza dubbio l’organo sessuale più importante!!!!

Rubrisex è tenuta da

Dr.ssa Patrizia Mascari  Psicologa, Consulente di coppia, Professore ac. UniFi, autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Contattabile per ulteriori informazioni  all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

In collaborazione con Dr. Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la U.O. di Urologia, A.S.L. 12 Versilia. Contattabile per  approfondimenti  all’ indirizzo email: luca.lunardini1@tin.it

1 comment

  1. marco 30 Aprile, 2017 at 20:40

    Se il pene è piccolo è piccolo e basta, punto. Come si può essere affetti da dismorfofobia peniena se il membro in erezione è di 8/9 o 10 cm? Chi avrebbe il coraggio di ammettere una cosa del genere? Forse chi il pene non ce l’ha oppure chi non sa nemmeno cosa sia un pene piccolo. Le donne oggi sono esigenti ed esprimono giudizi estetici fondati sul dato oggettivo (guardano l’individuo quando si trova davanti e c’è poco da inventare a quel punto). Quando esprimono il loro giudizio mettono il soggetto “difettoso” all’angolo della vita. Se fosse vero che 8/9 o 10 cm in erezioni sono normali allora mi domando quanti dei soggetti con 15 / 16 o addirittura 20 cm in erezione se lo taglierebbero per fare cambio! Quanti se lo taglierebbero per ridurlo se queste infime misure si possono considerare tutto sommato normali? Sicuramente nessuno. Diciamo più serenamente che la dismorfofobia peniena è un’invenzione moderna fatta per non spaventare i disabili sessuali (come anche il sottoscritto) che si ritrovano con un “aggeggio” tra le gambe grande come una gomma da cancellare. Sotto il velo di una finta rassicurazione medica in qualche modo gli individui “difettosi” vengono spinti a ritenersi normali quando normali sessualmente non lo saranno mai. Insisto nel dire che il pene piccolo è piccolo e basta. La media è di 15 cm in erezione, e quella è la normalità, perchè quando è di 15 o più è anche largo a sufficienza per una donna, mentre se è piccolo è anche stretto. E’ una questione di proporzioni e di geometria ed è anche questo uno dei motivi per cui il membro piccolo è disgusstoso per le donne!! Le misure piccole che si voglia o no sono per gli essere umani inferiori, purtroppo, che le signore o signorine a letto non vorranno mai. La psicologia può dire tutto quello che vuole, puo costruire una montagna di parole su questo tema, ma non una frase, non una virgola aiuterà ad aumentare di un solo millimetro un “gingillo” di misura ridicola!! Non è un problema di testa, non siamo malati mentali o fissati, siamo persone che guardando in basso quando ci leviamo le mutande vediamo qualcosa di sbagliato nel corpo, punto e basta. Se il 95% degli uomini ha un pene superiore a 15 cm e di circonferenza 12/13 cm o anche di più in erezione la verità da che parte sta, dalla nostra che siamo tutti abbondantemente inferiori a quelle dimensioni o dalla loro che si possono definire normali anche per la scienza medica? Ecco, una riflessione per capire la differenza tra pensiero e constatazione perchè il pene piccolo non vive nell’immaginario collettivo di un gruppo di sfigati, ma è una condizione reale e drammatica e tra l’altro misurabile con tanto di metro in mano.

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