Il documentario La Madonna Sistina di Raffaello – Il capolavoro ritrovato, in onda su Sky Arte giovedì 25 marzo

di Annalisa Bugliani – Giovedì 25 marzo sarà in onda su Sky Arte un nuovo documentario dedicato alla grande storia dell’arte italiana.
Si tratta di “La Madonna Sistina di Raffaello ‒ Il capolavoro ritrovato”.
Il film ripercorre le straordinarie vicende di un dipinto che è stato rincorso, voluto e gelosamente posseduto da Sovrani e da Papi; un dipinto che ha mosso l’invidia e l’ammirazione dei più grandi pittori e che è stato amato nei secoli, tra guerre e travagli storici, da tutte le generazioni umane.
Un dipinto che più volte è stato nascosto e recuperato.
Oggi la Madonna Sistina, commissionato da Papa Giulio II nel 1512 e dipinta da Raffaello Sanzio tra il 1513 e il 1514 con olio su tela e su una superficie di 196 x 265 cm, è esposta nelle sale della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.
Il meraviglioso dipinto venne realizzato dall’immenso pittore di Urbino, circa cinque anni prima della sua improvvisa morte, sotto il pontificato di Leone X.
Secondo Giorgio Vasari l’opera fu dipinta per il convento di San Sisto a Piacenza, come confermerebbe la presenza di due santi particolarmente venerati nella città emiliana. Questa versione è stata rafforzata in tempi molto più recenti da Marielene Putscher (1955) che lo colloca appunto nella Chiesa benedettina di San Sisto a Piacenza, dedicata a Papa Sisto IV della Rovere avo di Giulio II, che fu costruita proprio in quegli stessi anni.
Il capolavoro raffaelliano nel 1754 venne trasferito a Dresda a seguito di una compravendita tra i monaci piacentini e il Grande Elettore Augusto III di Sassonia. Il contratto ebbe un valore di 25.000 scudi romani: una cifra enorme che consentì all’ordine ecclesiastico di ripianare i propri debiti.
Durante la Seconda Guerra mondiale e i terribili bombardamenti dell’aviazione angloamericana che colpirono e distrussero Dresda tra il 13 ed il 15 febbraio 1945 il dipinto fu avventurosamente nascosto in un tunnel ferroviario tra le montagne della Sassonia, così salvato e successivamente trasferito in Unione Sovietica dove rimase per fino al 1955 presso il Museo Puškin di Mosca che ne curò la conservazione e il restauro.
L’opera tonò a Dresda dopo essere stata esposta in una clamorosa mostra al museo moscovita dove oltre 1 milione e 500 mila russi andarono a vederla.
Il docufilm di Sky ripercorre tutta la storia del dipinto e i suoi spostamenti in Europa e “incontra”
i personaggi storici: dal divino Raffaello ai geniali artisti e scrittori dell’Otto e Novecento; dall’ombra lunga dei gerarchi nazisti a soldati poco noti dell’Armata Rossa.
Proprio uno di loro è il protagonista: il sottotenente Leonid Rabinovich, artista ebreo ucraino, che salvò la Madonna Sistina nel ’45. Il film segue la narrativa del libro di memorie di Rabonivich e i ricordi di sua nipote Elena Kostioukovitch, scrittrice e traduttrice, che custodisce l’eredità e l’archivio del nonno.
Grazie ai contributi di storici e storici dell’arte come Marina Mojana ed Eugenio Gazzola, sono analizzate le figure e lo stile di Raffaello; esperti come Irina Alter e Irina Antonova, a lungo direttrice del Museo Pushkin di Mosca, da poco scomparsa, spiegano la complessità delle dinamiche che stanno dietro alle requisizioni e alle restituzioni delle opere.

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