“Il dolce odore delle fiamme”. Offese alle vittime della strage su Fb

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – “Il dolce odore delle fiamme”. Era già successo, anni addietro,  durante il mandato di Luca Lunardini,  che qualcuno “inneggiasse” alla strage di Viareggio, e oggi il brutto episodio si è ripetuto. Non solo con questa frase, ma anche con “Sei di viareggio se… aspetti un treno di gpl pronto da far saltare in aria”e ” Sei di Viareggio se… 33, per te non sono solo gli anni di Cristo. Ciuf ciuf”. Post, questi, a firma di soggetti non meglio identificati, probabilmente profili fake, che sono apparsi nelle ultime ore su Facebook, nel gruppo “Sei di Viarggio se”. Orrore tra chi  ha letto, e in molti hanno segnalato la cosa alla Polizia Postale e al Commissariato di Viareggio. A detta dei vecchi admin del gruppo, estranei hacker si sarebbero impossessati dell’account.

Un fatto gravissimo, a pochi giorni dalla manifestazione a Roma dei parenti delle vittime per dire no alla prescrizione, che hanno già preparato il loro volantino: “E disumano che questo Stato non voglia la verità; è inaccettabile che siano prescritti reati del processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, trasformatosi in una strage con 32 Vittime e feriti gravissimi. Ma dove la devono cercare la giustizia e la verità, i familiari delle vittime, se non in un processo? Sotto accusa per la strage finiscono 9 società e 33 persone, tra cui i manager del gruppo FS e i dirigenti e dipendenti di tre aziende: la proprietaria del carro, Gatx Rail Austria e Germania; l’officina tedesca Jungenthal che lo revisionò; e la Cima riparazioni che lo montò. Alcuni reati come VIOLAZIONE DELLE NORME PER LA SICUREZZA SUL LAVORO non sono entrati neppure nel processo poiché prescritti prima di cominciare. Altri come L’INCENDIO COLPOSO E LESIONI COLPOSE sono a rischio.  Come si può pensare che il 29 giugno non sia successo nulla, di cosa sono morti 32 innocenti? Per questo l’Associazione dei familiari “Il mondo che vorrei” e Assemblea 29 giugno (nata in seguito alla strage) hanno deciso di essere giovedì 17 settembre di fronte a Montecitorio per una protesta forte e chiara (da Viareggio partirà almeno un pullman), per dire che non si può scherzare, che non si può giocare, su questa immane tragedia. I familiari, per tre anni, hanno chiesto un incontro al precedente capo dello Stato, Napolitano, che si è sempre rifiutato; hanno nuovamente chiesto un incontro al nuovo capo dello Stato, Mattarella, che ha risposto di non poterli incontrare perché c’è un processo in corso. Lo stesso Mattarella, che in questi mesi ha incontrato più volte il cav. Moretti, principale imputato nel processo, si rifiuta di guardare negli occhi i familiari delle 32 Vittime. Coerenti, Napolitano e Mattarella, con il fatto che lo Stato non si è costituito parte civile nel processo, che i governi Berlusconi e Letta hanno rinnovato la nomina a Moretti di Ad delle ferrovie e che il governo Renzi lo ha addirittura promosso Ad in Finmeccanica con una retribuzione milionaria (si parla di euro, naturalmente). E per questo che il 17 andremo noi al Quirinale per (tentare di) essere ricevuti da Mattarella.  La strage ferroviaria, ovviamente, riguarda la mancanza di sicurezza o, meglio, una politica di abbandono sulla sicurezza. Il cav. Moretti ha sempre dichiarato che non vi è un problema sicurezza e che “Viareggio” è stato uno “spiacevolissimo episodio”. Non ha avuto neppure il coraggio di definirlo incidente. Invece, proprio sulla sicurezza, accadono incidenti gravi e gravissimi: -20 luglio, una porta di salita del treno regionale Firenze-Arezzo si è staccata ed è volata via;  – 4 agosto, a La Spezia, durante le manovre di un convoglio merci, Antonio Brino, 28 anni, dipendente della società SerFer, è rimasto schiacciato tra il convoglio e respingenti del binario. [Dal 2006, sui binari delle ferrovie hanno perso la vita 56 lavoratori! Una statistica drammatica ed impressionante]; -25 agosto, a Napoli, un treno di pendolari e viaggiatori va in fiamme;  -29 agosto, l’ultimo vagone di un treno con 150 passeggeri è uscito dai binari alla stazione di Piombino Marittima (Li).  Solo per citare gli ultimi fatti di cui siamo a conoscenza”.

 

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