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Il Governatore Rossi: “Il Centro rimpatri si faccia a Pisa o a Cascina”

“E’ il comune che deve farsi carico del Cpr, in Toscana ci sono situazioni come quelle di Pisa o di Cascina dove vedo sindaci molto spinti verso politiche xenofobe contro gli immigrati. Se, come loro dicono, vogliono rispedire a casa loro gli immigrati il centro dei rimpatri lo facciano in quelle aree”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi parlando con i giornalisti dopo che due giorni fa il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Firenze ha detto di aver ‘chiesto al sindaco di Firenze e alla Regione Toscana di identificare un posto per il centro rimpatri’. “La Toscana è ormai governata anche da sindaci di destra – ha aggiunto Rossi -, cosa di più facile allora per Salvini se non quella di chiamare un suo sindaco e fare lì un centro? A questa condizioni io esprimerò senz’altro un parere favorevole”.

La Regione, al contrario di Salvini, pensa ai migranti come “persone umane” con il diritto di avere un tetto, alimentazione, assistenza sanitaria e istruzione, come ha deliberato la Giunta nei giorni scorsi finanziando con ulteriori 2 milioni di euro leggi regionali già esistenti, per tutelare tutte le persone che sono sul territorio “nei bisogni essenziali”, promuovendo “una società che escluda l’emarginazione e l’abbandono anche per quanto riguarda gli stranieri”. Per loro si prevede l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie “anche in situazioni temporanee di accoglienza”. Rossi è preoccupato per l’orientamento governativo anche perché in passato la Toscana ha dovuto farsi dare ragione dalla Corte Costituzionale per affermare il diritto di tutti all’accesso all’assistenza sanitaria: “Il governo ha eliminato dalla legge di bilancio il fondo di 30 milioni riservato a garantire le cure per gli stranieri”. Questo – ha concluso – va anche nell’interesse della sicurezza di tutti i toscani perché le malattie possono essere contagiose e lasciare le persone nella disperazione vuol dire favorire comportamenti criminali.