spot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Il Novecento a Castelfiorentino

Cento opere del Novecento. Sironi, Morandi, De Pisis, Licini, Casorati, Depero, Guttuso, Vedova, De Chirico, Prampolini e molti altri ancora: apre oggi l’esposizione “Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova” a CAMBIO Centro Culturale di Castelfiorentino, organizzata dal Museo Novecento di Firenze per la curatela di Sergio Risaliti e Eva Francioli. Si tratta di una scelta di capolavori selezionati dalla collezione Alberto Della Ragione conservata nel museo Novecento – tra dipinti, sculture e piccoli bassorilievi – molti dei quali non visibili da tempo. L’esposizione prende le mosse da alcune riflessioni rispetto alla collezione: cosa guardava davvero Della Ragione? Quali temi, quali immagini, quali forme lo hanno accompagnato nelle sue scelte? Nel dare una risposta ai principi estetici e filosofici sulla base dei quali il collezionista ha operato le proprie scelte, i curatori hanno individuato alcune opere particolarmente significative per ricostruire il paesaggio culturale in cui Della Ragione era immerso, quello della Firenze del secolo scorso, e di cui diventa di fatto cartina tornasole. Un panorama visivo che spazia dal figurativo all’astratto, rivelando uno spirito indagatore, curioso e aperto. Ingegnere navale, Alberto Della Ragione inizia a collezionare opere d’arte dopo la visita alla Quadriennale del 1931, orientando le sue scelte prima verso gli artisti più riconosciuti e poi, con sempre maggiore decisione, verso figure meno allineate, spesso trascurate dal sistema ufficiale del Regime. Il risultato è una collezione eterogenea e allo stesso tempo coerente con la logica del proprietario, capace di restituire la complessità del secolo breve, oscillante tra tradizione e sperimentazione, di cui l’arte rimane lo specchio più fedele. Quando nel dopoguerra Della Ragione donò la propria collezione alla città di Firenze, rinnovando la tradizione del mecenatismo fiorentino, segnò una pietra miliare nella costituzione delle collezioni civiche legate al contemporaneo. Le tematiche principali sono quelle del paesaggio, sospeso tra realtà e spazio mentale; la natura morta, l’universo femminile, la cavalleria, il ritratto e le visioni dinamiche del futurismo. Una mostra quasi compendiaria dell’arte italiana del XX secolo, sicuramente rappresentativa.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli