Sulle nuove regole per la mobilità volontaria del personale del servizio sanitario “la Regione Toscana ha portato avanti un’impostazione unilaterale che non risponde alle reali esigenze dei lavoratori della sanità pubblica, dal momento che i criteri non sembrano in grado di garantire equità e trasparenza nei percorsi di mobilità.
Le misure finiscono infatti per penalizzare proprio quelle lavoratrici e quei lavoratori che da tempo attendono legittimamente il riavvicinamento a casa, aggravando ulteriormente condizioni già difficili sia sul piano professionale che personale.
Chiediamo con forza alla Regione e all’assessorato competente risposte concrete e interventi efficaci che tengano conto del fabbisogno reale del personale”. La critica arriva direttamente dal segretario regionale del NurSind Giampaolo Giannoni.
“Nonostante le diffide tese a ricondurre la Regione Toscana a corrette relazioni sindacali, come disciplinato dalla normativa vigente – aggiunge in una nota -, è stata pubblicata una delibera sulla mobilità sociale senza un preventivo confronto con i sindacati firmatari del contratto nazionale. Un comportamento da stigmatizzare perché va a incidere su un tema così importante per tanti colleghi”.
“Facciamo un appello all’assessora regionale alla sanità Monia Monni – sottolinea ancora – affinché si decida finalmente di iniziare un confronto serio e costruttivo con le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto, in mancanza del quale sarà inevitabile passare a uno stato di agitazione per tutto il comparto della sanità toscana”.




