Il Partito Democratico toscano guarda avanti senza tentennamenti. Il campo largo progressista non è solo un’opzione tattica, ma una scelta politica definitiva. A ribadirlo è Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd e deputato, intervenuto ai microfoni di Controradio, dove ha tracciato le priorità del partito in vista delle prossime elezioni amministrative e, soprattutto, dell’orizzonte politico del 2027.
Secondo Fossi, l’alleanza ampia del centrosinistra rappresenta “la strada maestra” da percorrere e rafforzare già dalle consultazioni della primavera-estate. Un’impostazione che il Pd intende replicare in tutte le città chiamate al voto, partendo da uno dei banchi di prova più delicati: Prato.
Prato, ricostruire il rapporto con la città
Nel capoluogo laniero, il Pd punta a tornare al governo locale dopo una fase complessa. L’inchiesta che ha portato alle dimissioni della sindaca dem Ilaria Bugetti ha lasciato segni profondi nel tessuto politico e istituzionale. Fossi non nasconde le difficoltà: “È una ferita ancora aperta”, ammette, ricordando mesi “complicati” per la città e un quadro giudiziario che ha coinvolto più fronti.
Sul piano politico, però, la linea è chiara: fiducia nel lavoro della magistratura, ma centralità del confronto democratico. È su questo terreno che il Pd sta lavorando per ricucire il rapporto con Prato, avviando una riflessione interna che culminerà tra fine gennaio e inizio febbraio con un’assemblea cittadina.
L’obiettivo è duplice: da un lato aprire una fase nuova, dall’altro avviare un processo di rigenerazione e rinnovamento del partito e della comunità democratica locale. Solo al termine di questo percorso si arriverà alla scelta del candidato o della candidata sindaco, individuato dal Pd insieme alla coalizione. Una decisione ancora aperta, che potrà ricadere su una figura civica oppure espressione diretta del partito.
La “fase 2” del Pd toscano è già partita
Parallelamente, il Pd regionale entra nel vivo della cosiddetta “fase 2”. Nessun rinvio, chiarisce Fossi: il nuovo corso è già iniziato e guarda dritto alle politiche del 2027, passando però da tappe intermedie fondamentali. Tra queste, le amministrative dei prossimi mesi e la stagione congressuale.
Il segretario regionale sottolinea come il partito stia già lavorando per rafforzare il coinvolgimento dei territori, soprattutto nelle aree dove sono emerse maggiori criticità. Le due recenti direzioni regionali, le assemblee territoriali e gli incontri con i segretari di federazione – l’ultimo a pochi giorni di distanza da quello di fine dicembre – vanno esattamente in questa direzione.
Il prossimo snodo sarà l’assemblea regionale del 7 febbraio, chiamata anche a decidere il calendario dei congressi territoriali. L’orientamento prevalente, emerso dal confronto con le federazioni, è quello di avviare i congressi in tempi rapidi, probabilmente già in primavera, prima dell’estate.
Un percorso che, nelle intenzioni della dirigenza dem, dovrà rafforzare il partito dal basso e prepararlo alle sfide elettorali imminenti e future, con il campo largo come architrave politica non negoziabile.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



