LIVORNO – Chi pensa che i problemi di Livorno risiedano nella mala movida si sbaglia di grosso, o almeno questo è il parere del sindacato Usb che è tornato ad alzare la voce in merito alle condizioni lavorative a cui sono costretti a sottostare gli addetti ai piazzali del porto, licenziamenti ingiustificati, contratti a 6 euro l’ora e addirittura lavoratori picchiati. Non sono accuse da poco quelle mosse dal sindacato che per tale ragione vorrebbero l’apertura di un tavolo cittadino a cui sedere insieme al sindaco, al Prefetto, all’Autorità di Sistema, all’ispettorato e alla Asl.
“Negli ultimi tempi nella nostra città – si legge nella nota condivisa da Usb – il tema della sicurezza tiene banco quasi quotidianamente. Bastano due schiamazzi in più in qualche via del centro, per innescare dibattiti serrati, convocare tavoli istituzionali, interrogazioni ai Ministeri, incontri nelle scuole e via dicendo. Eppure basta spostarsi di qualche centinaio di metri, in area portuale e interporto per entrare nel vero far west cittadino: il settore della logistica. Lavoratori picchiati dai padroni, licenziamenti, contratti multiservizi applicati da 6 euro lordi l’ora. Continui cambi di appalto in cui i lavoratori, in barba alla normativa, perdono tutti i diritti. Precarietà endemica, minacce, sospensioni, denunce e continui infortuni sul lavoro. Questa sicurezza non è abbastanza importante per le istituzioni e i partiti?”.
Usb procede poi ad elencare alcune delle situazioni più critiche al momento:
“Nei piazzali della Mercurio la nuova società assumerà i lavoratori storici con contratto a tempo indeterminato? Tra poco più di un mese nei piazzali Bertani, scadranno i contratti a 70 movimentatori storici. Saranno stabilizzati a tempo indeterminato come richiesto dal sindacato? La B.S autotrasporti che ha l’appalto DHL, continuerà ad ignorare le richieste del sindacato? Servono altri due giorni di scioperi e picchetti, con il rischio di essere denunciati, per poter semplicemente discutere con un’azienda?”.
“In ogni caso – ha infine concluso il sindacato – non abbiamo intenzione di mollare di un centimetro. Andremo avanti con scioperi e denunce fino a quando la situazione non migliorerà”.
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