Il Pugilato va…..a Teatro: mercoledì 6 febbraio al Verdi di Firenze

Un nuovo Rinascimento per il pugilato, una narrazione coinvolgente, un messaggio per raccontare la svolta salutista e sociale, coinvolgendo sportivi, il mondo femminile, i bambini, gli anziani e non, i malati di Parkinson, espressa con un linguaggio immediato per sottolineare una scelta di vita sportiva, una filosofia, educazione, scienza, studio medico.

Oggi la passione del pugilato è ritornata, dopo un periodo di oblio dai percorsi mediatici, oggi c’è la riscoperta del pugilato, la boxe o la noble art, che è uno degli sport più antichi del mondo, si osserva infatti che sta riempiendo le palestre di tutta Italia, infatti sono sempre più numerose le persone di ogni età, impiegati, operai, uomini, donne e bambini che indossano i guantoni per tenersi in forma. Chi viene, pieno di curiosità a vedere la boxe in una palestra, se ne innamora e non salta nemmeno una lezione, va registrato anche che lo “sport nobile” è esteso anche alle donne e ai bambini.

Nel 2018, la Boxe Night Florence, è stata oggetto di un entusiasmante evento al Mandela Forum, successivamente la boxe è andata all’Estraforum di Prato, dove è stata presentata l’Associazione “Un gancio al Parkinson”, nata dall’intuizione del Dr Maurizio Bertoni che ha stretto una partnership con la dottoressa italiana Roberta Marongiu della Cornell University di New York che collabora con la famosa palestra Gleason di NY, oltre a rapporti di collaborazione con istituzioni pubbliche e private, oltre ad un approccio con il Fresco Parkinson Institute.

Febbraio 2019, la Boxe Night Florence e l’Associazione “Un gancio al Parkinson” presentano un Progetto per coinvolgere la cittadinanza fiorentina e le Istituzioni, il 6 febbraio, l’evento svolto a teatro….nella insolita location del Teatro Verdi.

Un teatro per un evento, la Boxe Night Florence 2019 – che abbina lo sport – il pugilato – e lo spettacolo nel più grande teatro “all’italiana” della Toscana che si trova a Firenze, nello storico quartiere di S. Croce, inaugurato nel 1854.

Portare a Teatro lo sport e lo spettacolo, la solidarietà, la scienza e il movimento del pugilato dell’Associazione “Un gancio al Parkinson”.

A teatro come in un circo……il Circo Nero, visioni oniriche sotto i riflettori per un viaggio immaginario che dura fino alle prime luci dell’alba, ragazzi e donne bellissime come compagni di viaggio di un mondo meraviglioso, una umanità varia, un tendone virtuale pieno di sogni, colori e passioni, vittorie e sconfitte, come la vita…….. il circo e il teatro sono da sempre legati da un filo doppio, se pensiamo al fatto che entrambi si fondano sulla centralità del corpo in relazione di uno o più uomini sulla scena.

Prendendo spunto dallo stupendo film “Freaks” di Tod Browning del 1932, inno all’amore e alla tolleranza, una serata con i freaks dei nostri tempi, chi è diverso, anche solo per una sera, una strana “armata” che fa della tolleranza e dell’allegria una bandiera, un carrozzone che arriva e scappa e nel percorso si diverte e fa divertire.

L’Associazione “Un gancio al Parkinson”, circa 1 anno fa, alla conferenza stampa dell’11 gennaio 2017 in Palazzo Vecchio, oltre a presentare la Boxe Night Florence, l’evento legato ai 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela, è stato presentato anche il Centro Training Lab diretto dal Dr. Maurizio Bertoni, nel cui team sono inseriti pugili professionisti.

Come ha asserito il Dr Bertoni in conferenza stampa, un recente studio dell’Università di Indianapolis pubblicato su Physical Therapy ha evidenziato che, un allenamento fisico costante, migliora la qualità di vita di pazienti affetti dal Morbo di Parkinson anche di grado medio-grave.

Dagli studi clinici emerge che i pazienti malati di Parkinson che fanno esercizio per 150 minuti alla settimana hanno un declino più lento in termini di mobilità e qualità di vita nell’arco di due anni rispetto a chi fa meno esercizio o non lo fa per niente. Il Dr. Maurizio Bertoni afferma che fare regolarmente attività fisica aiuta a rallentare la progressione del Parkinson: bastano 2 sedute a settimana per mantenere i movimenti più fluidi e sicuri, migliorando la qualità di vita.

Il Morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa, causa un irrigidimento generale della muscolatura con diminuzione della stabilità posturale, tremore e rallentamento nei movimenti. Il miglioramento di tali deficit si può ottenere, come riportato dalla ricerca internazionale, da una moderata/intensa ma continua attività fisica in sinergia con la terapia farmacologica e il progetto riabilitativo.

A Firenze il Centro Training Lab adotta una strategia innovativa contro il morbo; si prevede un percorso personalizzato durante il quale il paziente viene sottoposto a sedute di movimento aerobico – per cui senza fatica – che ha il vantaggio di stimolare anche la neuroplasticità, come dimostrato recentemente dagli studi sulle malattie neurodegenerative.

Al Centro Training Lab, viene praticata un’attività motoria dedicata a persone affette da Parkinson che, con i necessari adattamenti, ricordano gli allenamenti di un pugile, che, dopo aver seguito uno stage di preparazione, entrano a pieno titolo nel team del centro fiorentino nel quale, grazie alla strategia innovativa che il Dottor Bertoni ha importato dagli States, si allenano e si curano i malati di Parkinson.

“Come riporta il recente studio dell’Università di Indianapolis, pubblicato su Physical Therapy, una ginnastica specifica migliora la qualità di vita di pazienti affetti dal morbo di Parkinson anche di grado medio-grave. L’attività fisica di una certa intensità aiuta a rallentare la progressione della malattia” spiega Bertoni. Grazie ad una mirata ginnastica che in qualche modo si richiama all’allenamento del pugilato (sport tra i più completi), si sviluppano la coordinazione dei movimenti, soprattutto tra braccia e gambe, e l’armonia muscolare. “È una disciplina utile per il miglioramento di certe qualità che spesso si perdono sia per l’età che, appunto, in occasione di malattie neurodegenerative” precisa il direttore del Centro.

Servono due sedute settimanali per almeno due mesi per vedere i primi risultati. “Il rallentamento della malattia rende la vita quotidiana più agevole: i pazienti sono in grado di muoversi e camminare in modo migliore, con più equilibrio.

E anche dal punto di vista psicologico si hanno dei miglioramenti spiega ancora Bertoni. “Il paziente si allena divertendosi: gli esercizi diventano quasi un gioco e durante la lezione il paziente quasi si dimentica la malattia, sentendosi inserito in una palestra frequentata da tanti atleti” precisa.

Il Dr. Bertoni ha stretto una partnership con la dottoressa italiana Roberta Marongiu della Cornell University di New York che collabora con la famosa palestra Gleason di NY.

“La mia idea è quella di ampliare l’attività sportiva per curare il Parkinson coinvolgendo anche altri campioni di pugilato, sia uomini che donne, perché questa ‘terapia’ è una seria opportunità per migliorare la qualità della vita a questi pazienti” conclude il Dr. Bertoni.

La nobile arte per un nobile scopo, Firenze, città d’arte e cultura, intende offrire un appuntamento con la solidarietà per sostenere l’Associazione “Un gancio al Parkinson”, proponendo un evento allo storico Teatro Verdi, icona di trasformazione culturale profonda, infatti il teatro sarà il contenitore di un evento che abbina spettacolo e bellezza allo sport, oltre alla scienza e al movimento per i malati di Parkinson, facendolo diventare, da memoria storica, il luogo privilegiato dello scambio di arte, scienza e solidarietà, tecnologia e sport, un crocevia di cultura, mutando armoniosamente un simbolo della storia di questi luoghi antichi, rendendoli moderni e vivibili.

 

 

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