“Il sopravvissuto”, Natalino Mele racconta la sua vita dopo il delitto del Mostro di Firenze

Esce in libreria “Il sopravvissuto”, l’autobiografia di Natalino Mele, il bambino di sei anni sopravvissuto al primo duplice omicidio attribuito al Mostro di Firenze, avvenuto nella notte del 21 agosto 1968 a Castelletti di Signa.

Quella notte sua madre Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, amante della donna, furono uccisi mentre Natalino si trovava sul sedile posteriore dell’auto. Una tragedia che ha segnato per sempre la vita del bambino, oggi raccontata attraverso la sua stessa voce nel volume scritto insieme a Nico Parente e pubblicato da Shatter.

“Il sopravvissuto” è già disponibile per l’acquisto e ripercorre una storia personale rimasta per decenni sullo sfondo delle cronache dedicate alla vicenda del Mostro di Firenze.

Dopo l’omicidio della madre, Natalino Mele racconta infatti la propria infanzia e gli anni difficili della crescita, segnati dalla marginalità e anche dalla vita per strada, senza una dimora. Un percorso che arriva fino al presente, con la recente assegnazione di una casa popolare da parte del Comune di Firenze.

Il libro nasce con l’obiettivo di spostare il punto di vista della narrazione. Per decenni, infatti, l’attenzione sulla vicenda è stata concentrata soprattutto sull’assassino e sulle indagini relative ai delitti attribuiti al Mostro di Firenze.

Nella prefazione, l’avvocato Lorenzo Tombelli, legale di Mele, sottolinea proprio questo aspetto: il protagonista della storia, osserva, è finito per essere identificato con “colui che ha tolto la vita” anziché con le persone alle quali quella vita è stata tolta.

“Il sopravvissuto” sceglie così di restituire spazio e voce a Natalino Mele, che per lungo tempo è stato raccontato principalmente attraverso gli atti processuali, le cronache giudiziarie e le ricostruzioni investigative.

Un libro che non vuole soltanto ripercorrere uno dei capitoli più drammatici della storia criminale italiana, ma raccontare soprattutto le conseguenze che quella notte ha avuto sulla vita di un bambino e sull’uomo che è diventato.

La storia di Natalino Mele torna quindi al centro del racconto, questa volta attraverso la sua testimonianza diretta: quella di un bambino sopravvissuto a una tragedia e di un uomo che, a distanza di decenni, sceglie di raccontare la propria vita oltre il delitto che l’ha segnata.

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