Il Tar scioglie la riserva, respinta la costituzione in giudizio del Sindaco: sì al riconteggio

VIAREGGIO – Respinte le istanze del Comune, e giudicata tardiva la costituzione in giudizio del Sindaco Giorgio Del Ghingaro: si va al riconteggio, per 9 sezioni. Il Tar Toscana ha sciolto la riserva nel tardo pomeriggio, dopo l’udienza di questa mattina ( LEGGI ANCHE: Elezioni 2015, ricorso al Tar: entro domattina la sentenza ), rinviando comunque per il proseguimento del giudizio, all’udienza del prossimo 11 maggio.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha ordinato alla Prefettura di Lucca di riconteggiare le schede “incriminate”, ossia quelle che nel ricorso presentato dall’avvocato Massimiliano Baldini erano irregolari. Lo scenario, a questo punto, se dopo il riconteggio dovesse risultare Baldini l’avente diritto al ballotaggio al posto di Luca Poletti ( i voti di scarto furono solo 27 ) apre due strade: o si riandrà al ballottaggio – anche se il Sindaco in carica ha già avuto modo di dire che si dimetterebbe, lasciando posto quindi a un nuovo commissario – o, viceversa, rimarrebbe in carica Giorgio Del Ghingaro. Salvo ricorsi al Consiglio di Stato rispetto alla sentenza emessa.

“Credo sia la decisione migliore – commenta Alessandro Santini -:” Diverse incongruenze erano state segnalate anche da alcuni componenti delle liste che avevano sostenuto la mia candidatura a sindaco; elementi che abbiamo trasmesso all’avvocato Massimiliano Baldini per integrare e supportare le richieste al Tar della Toscana. Per quanto mi sarà consentito, seguirò con attenzione le procedure disposte dal giudice amministrativo affinché sia rispettato il diritto dei cittadini di Viareggio e Torre del Lago Puccini a una valutazione coerente e corretta dell’atto più solenne di ogni democrazia: il voto elettorale”.

“Questa mattina ho assistito accanto a Massimiliano Baldini all’udienza tenutasi a Firenze – scrive in una nota Rodolfo Salemi – ed accolgo con entusiasmo la sentenza del TAR che ripristinerà chiarezza in merito al discusso scrutinio dello scorso 31 maggio: è un’operazione di giustizia. Il diritto di voto è sacro e la certezza dell’espressione popolare doveva essere tutelata in ogni modo dopo le irregolarità ravvisate. A Baldini va riconosciuto il merito di aver perseguito ed ottenuto una rilevante vittoria a tutela della democrazia. Sono certo che un sentito ringraziamento parta sincero dal cuore di tutti i viareggini: Grazie Massimiliano”.

“Indipendentemente da tutto, il TAR , ancora una volta , ha confermato i legittimi dubbi della nostra coalizione e del candidato  Massimiliano Baldini in merito alla trasparenza del procedimento elettorale e questa era la parte legata a doppio filo al concetto di democrazia e diritto dell’elettore ad una procedura corretta – commenta Alberto Pardini di Fratelli d’Italia -. Adesso si apre un’altra pagina, collegata e al contempo slegata dalla prima: quella del risultato effettivo, che – ribadisco – potrebbe anche non cambiare”.

“Con questa sentenza abbiamo vinto, prima di tutto come cittadini – queste invece le parole di Maria Domenica Pacchini e Alfredo Trinchese di Lega Nord: “Il Tar della Toscana ci dà la possibilità di verificare quale sia stata la reale volontà di chi, con motivazione  e speranza si è recato alle urne, in questi tempi di “crisi elettorale”. Ringraziamo  tutti coloro che ci hanno dimostrato consenso e con orgoglio diciamo loro che la  tenacia del  candidato Sindaco,nel richiedere giustizia, che abbiamo appoggiato in ogni momento,  ha dimostrato di essere legittima e riconosciuta e di questo ringraziamo anche l’organo superiore che ce ne ha dato la possibilità.  Aspettiamo il riconteggio, al termine del quale accetteremo comunque il risultato che potrebbe sovvertire le sorti del ballottagio, come confermarlo, ma almeno, come parte interessata e come cittadini, avremo un pò più di serenità e un grande orgoglio. Quello di non esserci mai arresi e di non dare nulla per scontato”.

Questo il dispositivo 12508685_1767207676844630_5078492003902775510_n

Questa la sentenza integrale:

“sul ricorso numero di registro generale 1086 del 2015, proposto dal sig. Massimiliano Riccardo Baldini, rappresentato e difeso dall’avv. Carlo Andrea Gemignani, con domicilio eletto presso l’avv. Alessandra Castagna in Firenze, Via Giuseppe La Farina 47;

contro

Comune di Viareggio in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Maria Lidia Iascone, con domicilio eletto presso l’avv. Francesco Gesess in Firenze, lungarno A. Vespucci 20;

nei confronti di

– sig. Giorgio Del Ghingaro, rappresentato e difeso dall’avv. Leonardo Masi, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, Corso Italia 2;
– sigg. Luca Poletti, Antonio Batistini, Maria Stefania Carraresi, Chiara Consani, Giuseppe De Stefano, Paola Gifuni, Pietro Guardi, Roberto Maccioni, Elisa Montartesi, Maria Domenica Pacchini, Stefano Pasquinucci, Riccardo Pieraccini, Gloria Puccetti, Matteo Ricci, Rodolfo Salemi, Alessandro Santini, Ambra Sinagra, Marinella Spagnoli, Gabriele Tomei, Alfredo Trinchese, Luigi Troiso, Giulio Zanni, David Zappelli, Giorgio Del Ghingaro, Anna Maria Pacilio, non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

– dell’atto di proclamazione dei risultati dell’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Viareggio in data 18.06.2015, svoltesi domenica 31 maggio 2015 (primo turno) e domenica 14 giugno 2015 (turno di ballottaggio), all’esito della quale è risultato eletto alla carica di Sindaco il signor Giorgio Del Ghingaro;

– del verbale di “Comunicazione dei candidati alla carica di Sindaco ammessi al ballottaggio di Domenica 14 giugno 2015”, prot. n. 0033012 in data 04.06.2015, con il quale il Presidente dell’Ufficio Centrale ha certificato il risultato della votazione e dello scrutinio del 31.05.2015, individuando nei signori Del Ghingaro Giorgio (voti validi 8415) e Poletti Luca (voti validi 5480), i primi due candidati ammessi al ballottaggio;

– del verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale relative al primo turno elettorale, iniziate il giorno 03.06.2015 e terminate il 05.06.2015;

– dei verbali delle operazioni dell’Ufficio elettorale delle Sezioni 2, 3, 14, 28, 29, 32, 34, 35, 38, 46 e 51 relativi al primo turno e dei relativi risultati, con particolare riferimento alla determinazione del numero dei votanti, delle schede bianche, delle schede nulle e delle schede contestate e non attribuite;

– di ogni altro atto presupposto, connesso (in particolare, relativo al turno elettorale del 31 maggio 2015 nella parte in cui si assegna al candidato Sindaco Luca Poletti n. 5480 voti validi ed al candidato Sindaco Baldini Massimiliano Riccardo n. 5.453 voti validi, con conseguente ammissione del primo al turno di ballottaggio) e/o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Viareggio e del sig. Giorgio Del Ghingaro;

Viste le memorie difensive;

Vista la sentenza non definitiva di questa Sezione n. 1356 dell’8 ottobre 2015;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 gennaio 2016 il dott. Carlo Testori e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Visto l’art. 36, co. 2, cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1) Il sig. Massimiliano Riccardo Baldini ha partecipato, in qualità di candidato alla carica di Sindaco (collegato alle liste n. 1 “Lega Nord Toscana”, n. 2 “Fratelli d’Italia”, n. 3 “Movimento dei cittadini per Viareggio e Torre del Lago”, n. 4 “Liberali per Viareggio”, n. 5 “Per Torre del Lago Puccini”), al procedimento per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale di Viareggio, svoltosi il 31/5/2015 (primo turno) e il 14/6/2015 (ballottaggio).

Dopo il primo turno sono stati ammessi al ballottaggio i candidati:

– sig. Giorgio Del Ghingaro (collegato alle liste n. 10 ” Del Ghingaro Lista civica”, n. 11 “Viareggio tornerà bellissima”, n. 12 “Viareggio democratica”, n. 13 “Uniti per Viareggio”, n. 14 “Sto con Viareggio”), che ha ottenuto n. 8.415 voti;

– sig. Luca Poletti (collegato alle liste n. 15 “Partito Democratico”, n. 16 “Federazione di sinistra per Viareggio”, n. 17 “Viva Viareggio viva”), che ha ottenuto n. 5.480 voti.

Il sig. Massimiliano Riccardo Baldini ha ottenuto, quale terzo classificato, n. 5.453 voti, cioè 27 voti in meno rispetto al sig. Poletti.

All’esito del ballottaggio è risultato eletto alla carica di Sindaco il sig. Giorgio Del Ghingaro, che ottenuto n. 9.286 voti, contro n. 6.105 voti assegnati al candidato Poletti.

2) Con ricorso proposto ai sensi dell’art. 130 del codice del processo amministrativo il sig. Massimiliano Riccardo Baldini ha impugnato gli atti indicati in epigrafe, formulando le seguenti domande:

– in tesi, dichiarare “l’invalidità e/o nullità delle operazioni elettorali svolte dalle Sezioni nn. 2, 3, 32 e 34 con conseguente rinnovazione del primo turno elettorale”;

– in ipotesi, “dichiarare l’irregolarità delle operazioni elettorali svolte dagli uffici elettorali delle Sezioni 2, 3, 14, 28, 29, 32, 34, 35, 38, 46 e 51 e per l’effetto disporre nuovo conteggio delle schede relative alle predette sezioni, con conseguente correzione dei risultati del primo turno elettorale e rinnovazione del ballottaggio ammettendovi il candidato Sindaco Massimiliano Riccardo Baldini, in luogo del candidato Luca Poletti”.

Per resistere al ricorso si è costituito in giudizio il Comune di Viareggio che ha eccepito l’inammissibilità del gravame e ne ha chiesto, comunque, la reiezione perché infondato.

3) La causa è stata trattata nell’udienza dell’8 ottobre 2015; con sentenza non definitiva di pari data n. 1356 questo Tribunale:

a) ha respinto l’eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di interesse formulata dalla difesa del Comune di Viareggio;

b) ha ordinato alla parte ricorrente di procedere all’integrazione del contraddittorio mediante notifica del ricorso a tutti i consiglieri comunali proclamati eletti nelle elezioni per cui è causa.

Per l’ulteriore trattazione del ricorso è stata fissata la pubblica udienza del 20 gennaio 2016, in vista della quale:

– il ricorrente ha proceduto all’integrazione del contraddittorio;

– si è costituito in giudizio il sig. Giorgio Del Ghingaro che ha eccepito l’improcedibilità del ricorso e ne ha, comunque, contestato la fondatezza;

– tutte le parti costituite hanno depositato memorie e repliche.

All’udienza predetta la causa è passata in decisione.

4) Prima di trattare il merito della causa occorre pronunciarsi sulle ulteriori eccezioni formulate dalle parti costituite in giudizio. In particolare:

a) il ricorrente ha eccepito la tardività della costituzione in giudizio del sig. Giorgio Del Ghingaro;

b) quest’ultimo e il Comune di Viareggio, da parte loro, hanno eccepito l’improcedibilità del ricorso per non avere il ricorrente integrato nei termini perentori prescritti il contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti proclamati eletti a seguito del risultato elettorale (segnatamente nei confronti delle sigg.re Maria Sandra Mei e Rossella Maria Martina).

4.1) L’eccezione sub a) è fondata.

Va innanzitutto premesso che il prevalente e condivisibile orientamento giurisprudenziale è nel senso di riconoscere la perentorietà del termine fissato dall’art. 130 comma 5 c.p.a., che così dispone: “L’amministrazione resistente e i controinteressati depositano nella segreteria le proprie controdeduzioni nei quindici giorni successivi a quello in cui la notificazione si è perfezionata nei loro confronti”. A tale conclusione si perviene tenuto conto dell’interesse pubblico a che le decisioni sui ricorsi in materia elettorale seguano l’iter più veloce possibile, sulla base di cadenze temporali accelerate e prestabilite (cfr. TAR Calabria, sez. II, 13 novembre 2015 n. 1695; TAR Basilicata 18 aprile 2014 n. 258; nonché TAR Bari, sez. I, 30 ottobre 2014 n. 1280).

L’atto introduttivo del presente giudizio è stato notificato sin dall’origine al sig. Giorgio Del Ghingaro, eletto Sindaco del Comune di Viareggio, in data 15/7/2015. A seguito di quanto disposto dal TAR con la sentenza non definitiva n. 1356/2015 il ricorrente ha provveduto a notificare nuovamente il ricorso al sig. Del Ghingaro in data 2/11/2015 e questi si è costituito in giudizio con atto depositato il 16/11/2015 (cioè nel termine di 15 giorni previsto dall’art. 130 comma 5 c.p.a.). Il sig. Giorgio Del Ghingaro ha replicato all’eccezione sostenendo di essersi costituito in qualità di consigliere comunale, in quanto tale destinatario della seconda notificazione del ricorso; la tesi, però, non convince in quanto presuppone che al predetto possa essere riconosciuta una doppia legittimazione a partecipare al giudizio, sia in veste di sindaco, sia in veste di consigliere comunale; e che conseguentemente sia lasciata a lui la scelta se costituirsi nell’una o nell’altra veste e anche quella relativa al momento della costituzione in giudizio, in relazione al diverso tempo di notificazione del ricorso.

In realtà il termine previsto per la costituzione delle controparti (tanto nel giudizio ordinario, quanto nel giudizio elettorale ex art. 130 c.p.a.) non può che decorrere dalla notificazione del ricorso, che segna il momento in cui il destinatario della stessa acquisisce conoscenza dell’azione proposta nei suoi confronti e dunque è messo in condizioni di difendersi. Nel caso in esame l’interesse che ha indotto il sig. Giorgio Del Ghingaro a costituirsi in giudizio il 16/11/2015, dopo la notificazione del ricorso in data 2/11/2015, era già attuale e concreto dopo che il ricorso gli era stato notificato il 15/7/2015 e dunque era da quella data che decorreva il termine per costituirsi validamente. Decorso quel termine (il 30/7/2015) il predetto non era più in tempo per partecipare al processo e la seconda notificazione del ricorso (che il ricorrente avrebbe anche potuto evitare, così come ha fatto per il sig. Luca Poletti) non può comportare la rimessione in termini ai fini che qui interessano.

In relazione a quanto sopra l’atto di costituzione in giudizio del sig. Giorgio Del Ghingaro va dichiarato irricevibile; conseguentemente il predetto non può partecipare al processo e gli atti da lui depositati non possono essere presi in considerazione.

4.2) L’eccezione sub b) è infondata.

Tra i consiglieri risultati eletti nel C.C. di Viareggio a seguito delle elezioni del maggio/giugno 2015 figuravano anche le sigg.re Maria Sandra Mei e Rossella Maria Martina. Entrambe, con atti sindacali del 25/6/2015, sono state nominate assessori comunali e in pari data hanno accettato la nomina; conseguentemente, come previsto dall’art. 64 comma 2 del TUEL, sono cessate dalla carica di consiglieri comunali e ad esse sono subentrati i primi candidati non eletti nelle medesime liste, cioè le sigg.re Maria Stefania Carraresi e Marinella Spagnoli (come da deliberazione C.C. n. 1 del 2/7/2015).

Al fine di ottemperare all’ordine di integrazione del contraddittorio impartito dal TAR con la sentenza non definitiva n. 1356/2015 il ricorrente ha notificato il ricorso alle sigg.re Maria Stefania Carraresi e Marinella Spagnoli (anziché alle sigg.re Maria Sandra Mei e Rossella Maria Martina).

Il Comune di Viareggio sostiene che l’omessa notifica del ricorso alle sigg.re Mei e Martina determina l’improcedibilità del ricorso per l’inosservanza dell’ordine del giudice (art. 35 comma 1 lett. c) del c.p.a.). Il Collegio è di diverso avviso. È vero che la citata sentenza parziale contiene l’ordine “alla parte ricorrente di procedere all’integrazione del contraddittorio mediante notifica del ricorso a tutti i consiglieri comunali proclamati eletti nelle elezioni per cui è causa”, ma a tale decisione il TAR è pervenuto affermando che l’integrazione del contraddittorio si rendeva necessaria “nei confronti di tutti i soggetti che da un eventuale accoglimento delle censure in questione, con le conseguenze indicate, potrebbero risultare in qualche misura pregiudicati; si tratta di tutti i consiglieri eletti (che fossero o meno candidati alla carica di sindaco)… Detta integrazione si rende necessaria anche perché non si può escludere che dall’eventuale accoglimento delle ulteriori censure, finalizzate al riconteggio dei voti, possano conseguire esiti tali da comportare il rinnovo, quantomeno parziale, del primo turno delle elezioni; e tale prospettiva, pur solo eventuale, impone di evocare in giudizio tutti i soggetti potenzialmente coinvolti e “che vi hanno interesse” (art. 130 comma 3 lett. c) del codice del processo amministrativo), cioè appunto tutti i consiglieri eletti”. In sostanza, si è ritenuto necessario garantire la possibilità di partecipazione al giudizio a tutti coloro che, per effetto di un eventuale accoglimento del ricorso, potrebbero perdere la carica di consigliere comunale acquisita in esito alle elezioni. Con ciò il Tribunale non ha inteso escludere che altri soggetti (ad esempio, i componenti la Giunta comunale) possano ricevere pregiudizio da una simile eventualità; trattandosi però dell’elezione del sindaco e dei componenti il Consiglio comunale, si è inteso estendere il contraddittorio a quei soggetti che immediatamente, in caso di annullamento delle elezioni, perderebbero quelle cariche; perciò, chi quella carica aveva nel frattempo perso per qualsiasi ragione (come nel caso delle sigg.re Mei e Martina, nominate assessori comunali) non era più destinatario dell’ordine di integrazione del contraddittorio contenuto nella sentenza n. 1356/2015, mentre lo diventava chi quella carica aveva acquisito successivamente all’atto di proclamazione degli eletti del 18/6/2015 (e tale è il caso delle sigg.re Maria Stefania Carraresi e Marinella Spagnoli; nonché della sig.ra Anna Maria Pacilio, che ha successivamente surrogato il consigliere comunale sig. Giulio Zanni e alla quale il ricorso è stato notificato il 23/12/2015, in adempimento del decreto presidenziale n. 1086 del 21 dicembre 2015).

5) Si può ora passare al merito del ricorso, in cui sono sviluppati quattro motivi.

Nel primo motivo si sostiene che le operazioni relative al primo turno elettorale svoltesi presso numerose Sezioni risultano caratterizzate da irregolarità che emergono da verbali incompleti e contraddittori; ciò riguarda, in particolare, le Sezioni 2, 14, 28, 29, 34, 35 e 51, rispetto alle quali viene prospettata la necessità di un riconteggio delle schede; con riferimento alla sola Sezione 2 si prospetta anche una anomalia procedimentale tale da inficiare l’intero procedimento elettorale.

Nel secondo motivo si sostiene che ulteriori e plurime irregolarità emergono anche dai verbali delle operazioni elettorali svolte nelle Sezioni 32, 34 e 3; in particolare, si segnala l’irregolare costituzione degli uffici elettorali delle Sezioni 32 e 34, nonché l’omessa sottoscrizione del verbale delle operazioni elettorali della Sezione 3; circostanze che determinano, secondo il ricorrente, l’invalidità delle operazioni svolte presso le predette Sezioni.

Nel terzo motivo si deduce che sussiste assoluta incertezza circa i risultati elettorali della Sezione 38, posto che il dato dei voti validi per ciascun candidato Sindaco, non riportato nel verbale sezionale, è stato erroneamente individuato dall’Ufficio centrale senza considerare l’espressione del voto disgiunto.

Nel quarto motivo si sostiene che l’alta percentuale di schede nulle rilevata nella Sezione 46 (6,40% rispetto al 3,21% del totale dei votanti) legittima la richiesta di un nuovo conteggio delle schede elettorali in quella Sezione.

6.1) Come evidenziato al precedente punto 2), la domanda proposta in via principale dal ricorrente è finalizzata alla rinnovazione del primo turno elettorale e si fonda sulla pretesa invalidità e/o nullità delle operazioni elettorali svolte dalle Sezioni 2, 3, 32 e 34.

Per quanto riguarda la Sezione 2 le censure si incentrano sulla circostanza, riconosciuta dal Presidente della medesima Sezione il 3/6/2015 in sede di convocazione presso l’Ufficio centrale, che erano stati ammessi a presenziare allo spoglio del primo turno due rappresentanti del Comune di Viareggio, così qualificati dal Presidente stesso, ma non altrimenti identificati.

Ciò non basta per inficiare l’espressione della volontà popolare: dalle dichiarazioni del Presidente non risulta infatti che i predetti abbiano svolto alcuna operazione o si siano comunque ingeriti nell’attività di spoglio (nell’allegato al verbale si legge “non hanno toccato nulla”) e, d’altra parte, nessun elemento è stato fornito in senso contrario, né sono state formulate contestazioni dai rappresentanti di lista; posto dunque che non emergono elementi che inducano ragionevoli sospetti circa una possibile alterazione del voto popolare, deve prevalere il principio del “favor voti”, volto a preservare la volontà espressa dal corpo elettorale e il risultato al quale essa tende.

6.2) Per quanto riguarda la Sezione 3, nel ricorso viene dedotta l’invalidità del procedimento elettorale in relazione alla circostanza che il verbale non risulta correttamente compilato e sottoscritto al paragrafo 33 (pag. 94); la chiusura del verbale stesso, a cui consegue lo scioglimento dell’adunanza, risulta infatti sottoscritto solo dal Presidente e dal Segretario, ma non dagli scrutatori; ciò concreta, secondo il ricorrente, la violazione dell’art. 25 del T.U. n. 570/1960, che recita: “Tre membri almeno dell’Ufficio, fra cui il presidente o il vicepresidente, devono trovarsi sempre presenti a tutte le operazioni elettorali”.

Anche in questo caso si tratta di irregolarità non sufficiente a viziare il procedimento elettorale in quanto: l’omissione non riguarda la verbalizzazione delle operazioni direttamente incidenti sulla proclamazione degli eletti (cfr. TAR Salerno, sez. I, 14 novembre 2011 n. 1830); nessun ulteriore elemento induce a dubitare circa la regolarità delle operazioni svolte; la chiusura del verbale risulta sottoscritta anche dai rappresentanti di lista, che non hanno formulato rilievi in proposito.

6.3) Per quanto riguarda le Sezioni 32 e 34 viene segnalata l’irregolare costituzione dei rispettivi uffici elettorali; in particolare, per la Sezione 32 si evidenzia l’omessa compilazione del verbale nella parte relativa alla ricostituzione dell’ufficio elettorale di sezione il lunedì alle ore 14 (par. 22 ter pag. 34); mentre per la Sezione 34 si evidenzia che la sostituzione di due componenti assenti non è riportata nel verbale nella parte relativa alla costituzione dell’ufficio elettorale di sezione (par. 1 pag. 3), ma solo nella parte relativa alla ricostituzione dell’ufficio elettorale (par. 8 pag. 13) e senza indicazione delle modalità di nomina dei sostituti.

Nessuna delle irregolarità riscontrate è tale da comportare l’annullamento delle operazioni elettorali.

Relativamente alla Sezione 32 la carenza di verbalizzazione è superata dalla sottoscrizione della pagina da parte dei componenti dell’ufficio elettorale e dei rappresentanti di lista, nessuno dei quali ha formulato rilievi o riserve.

Relativamente alla Sezione 34, dal verbale emerge che i sigg. Antonella Vannucci e Andrea Albanese sono stati chiamati a sostituire i sigg. Patrizia Ghilarducci e Michele Vannucci già il sabato 30/5/2015, in sede di costituzione dell’ufficio elettorale; è vero che manca l’indicazione circa le modalità di nomina, ma la circostanza non può prevalere sul principio del “favor voti”, in assenza di qualsiasi elemento che induca a dubitare, in concreto, dell’autenticità, genuinità e correttezza delle operazioni svolte dalla predetta Sezione.

6.4) In relazione a quanto sopra va respinta la domanda proposta nel ricorso in via principale, con cui si chiede al TAR di dichiarare “l’invalidità e/o nullità delle operazioni elettorali svolte dalle Sezioni nn. 2, 3, 32 e 34 con conseguente rinnovazione del primo turno elettorale”.

7) Con la domanda formulata in via subordinata il ricorrente chiede al TAR di “dichiarare l’irregolarità delle operazioni elettorali svolte dagli uffici elettorali delle Sezioni 2, 3, 14, 28, 29, 32, 34, 35, 38, 46 e 51 e per l’effetto disporre nuovo conteggio delle schede relative alle predette sezioni, con conseguente correzione dei risultati del primo turno elettorale e rinnovazione del ballottaggio ammettendovi il candidato Sindaco Massimiliano Riccardo Baldini, in luogo del candidato Luca Poletti”. Occorre subito precisare che, in realtà, la contestazione relativa alla Sezione 3 (omessa sottoscrizione del verbale al paragrafo 33 – pag. 94) è già stata esaminata al precedente punto 6.2) perché attinente alla domanda formulata in via principale. Dunque l’esame che segue riguarda le presunte irregolarità riscontrate nelle operazioni elettorali svolte dalle Sezioni 2, 14, 28, 29, 32, 34, 35, 38, 46 e 51.

7.1) Per quanto riguarda la Sezione 2 si osserva:

a) non è rilevante, ai fini del regolare svolgimento dell’operazione elettorali, la non corrispondenza tra il totale delle schede autenticate (1214) e il numero delle schede bollate (1330), quali risultano dal verbale di Sezione; ciò significa esclusivamente che alcune schede bollate non erano autenticate e dunque erano inutilizzabili nel procedimento elettorale;

b) nel verbale sezionale (par. 20 a pag. 29) non risulta peraltro indicato il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate; in proposito si legge: che “il numero delle schede autenticate non utilizzate… non corrisponde… al numero degli elettori iscritti nelle liste della sezione o assegnati alla medesima… che non hanno votato”; e che tale numero “non corrisponde per autenticazione superiore al numero degli iscritti al momento dell’apertura del seggio elettorale”; quest’ultima affermazione appare però contraddittoria con il dato relativo al numero delle schede autenticate, che dal verbale risulta coincidente con quello degli elettori della Sezione n. 2; l’incertezza sul punto (e dunque sul regolare svolgimento delle operazioni elettorali di sezione) rende necessario disporre una verificazione, nei termini che saranno di seguito precisati;

c) alla medesima conclusione si deve pervenire per quanto riguarda la mancata verifica, al termine dello scrutinio, del numero delle schede scrutinate e del numero dei votanti (par. 29 pag. 49);

d) ulteriori censure riguardano la mancata compilazione di alcune parti del verbale delle operazioni elettorali (paragrafi 22 bis, 22 ter e 23; omessa indicazione dello scrutatore designato per l’estrazione delle schede dall’urna; omessi adempimenti del Presidente in sede di chiusura dell’ufficio elettorale); esse vanno valutate alla luce del principio di strumentalità delle forme, in base al quale la nullità è determinata solo dalla mancanza di quegli elementi o requisiti che impediscano il raggiungimento dello scopo al quale l’atto è prefigurato, e quindi può sussistere solo qualora vi siano vizi tali da pregiudicare le garanzie o comprimere la libera espressione del voto (cfr., tra le più recenti, Consiglio di Stato, sez. V, 23 giugno 2014 n. 3151); nessuna delle carenze denunciate è tale da pregiudicare la regolarità delle operazioni elettorali e dunque le stesse vanno qualificate come mere irregolarità;

7.2) Per quanto riguarda la Sezione 14 si osserva:

a) la non corrispondenza tra il totale delle schede autenticate (704) e il numero delle schede bollate (702), quali risultano dal verbale di Sezione, non è rilevante ai fini del regolare svolgimento delle operazioni elettorali, che hanno visto partecipare al primo turno 375 votanti;

b) nel verbale sezionale non risulta compilato il par. 20 a pag. 29 contenente l’indicazione del numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e della corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato; per questo aspetto occorre disporre una verificazione (come sub 7.1.b);

c) per quanto riguarda la mancata compilazione del par. 23 a pag. 36 e del par. 33 a pag. 94 valgono le considerazioni esposte sub 7.1.d);

d) la corrispondenza del numero delle schede scrutinate (375) con il numero dei votanti risulta dal confronto tra il dato di cui al par. 29 a pag. 49 e quello, coincidente, di cui al par. 17 a pag. 27; la circostanza, poi, che quest’ultimo dato sia stato inserito nel verbale ex post, in sede di controllo da parte dell’Ufficio centrale, non ne inficia la validità, posto che lo stesso è stato ricavato dalle comunicazioni inviate dalla Sezione al Comune, cioè da atti del medesimo procedimento elettorale;

e) non sussiste la prospettata contraddittorietà tra il numero dei voti validi e quello dei voti assegnati; le perplessità che possono emergere dai dati riportati al par. 30 sono superate dai dati contenuti nel riepilogo a pag. 89, da cui risulta: che i voti validi per le liste sono 331 e quelli validi solo per i candidati alla carica di sindaco sono 27, per un totale di 358, a cui vanno aggiunte le schede bianche (3) e le nulle (14), per un totale complessivo di 375 schede, corrispondente al totale dei votanti della sezione.

7.3) Per quanto riguarda la Sezione 28 si osserva:

a) dall’allegato al verbale dell’Ufficio centrale in data 3/6/2015 risulta che in quella sede il Presidente della Sezione, appositamente convocato, ha compilato la pag. 27 del verbale sezionale nella parte relativa ai votanti “con dati in suo possesso”; sono stati poi precisati i dati relativi ai voti validi per le liste e per i candidati alla carica di sindaco; nell’allegato, peraltro, si fa riferimento a cifre (506, 582, 532) contraddittorie tra di loro e rispetto al dato dei votanti; né la comunicazione n. 7 inviata dalla Sezione al Comune fa piena chiarezza sul punto, per cui si rende necessaria in proposito una verificazione;

b) nel verbale sezionale non risulta compilato il par. 20 a pag. 29 contenente l’indicazione del numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e della corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato; anche per questo aspetto occorre disporre una verificazione (come sub 7.1.b) e sub 7.2.b);

c) per quanto riguarda la mancata compilazione del par. 33 a pag. 94 valgono le considerazioni esposte sub 7.1.d).

7.4) Per quanto riguarda la Sezione 29 si osserva:

a) dall’allegato al verbale dell’Ufficio centrale in data 3/6/2015 risulta che in quella sede il Presidente della Sezione, appositamente convocato, ha compilato la pag. 51 del verbale sezionale, recante i risultati dello scrutinio relativo alle lìste; i dati sono stati ricavati dalle comunicazioni inviate dalla Sezione al Comune, cioè da atti del medesimo procedimento elettorale, dunque l’integrazione non ha alterato l’esito del procedimento;

b) va invece rilevata la contraddittorietà del dato relativo alle schede nulle, che risultano indicate in 23 nel par. 25 a pag. 38 e in 21 nel riepilogo a pag. 89; per chiarire il punto è necessaria una verificazione.

7.5) Per quanto riguarda la Sezione 32 si osserva:

a) nel verbale sezionale non risulta compilato il par. 20 a pag. 29 contenente l’indicazione del numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e della corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato; per chiarire questo aspetto occorre disporre una verificazione (come sub 7.1.b), sub 7.2.b) e sub 7.3.b);

b) alla medesima conclusione si deve pervenire per quanto riguarda la mancata verifica, al termine dello scrutinio, del numero delle schede scrutinate e del numero dei votanti (par. 29 pag. 49);

c) per quanto riguarda la mancata compilazione del par. 23 a pag. 36 valgono le considerazioni esposte sub 7.1.d).

7.6) Per quanto riguarda la Sezione 34 si osserva:

a) l’omessa indicazione del numero dei votanti a pag. 29 del verbale sezionale costituisce irregolarità superabile alla luce del dato (561) contenuto nel riepilogo a pag. 89, che coincide con quello riportato nella comunicazione n. 7 inviata all’ufficio elettorale del Comune di Viareggio che riporta anche la disaggregazione tra votanti maschi e femmine (rispettivamente, 279 e 282);

b) nel verbale non risultano compilati sia il par. 20 a pag. 29 (contenente l’indicazione del numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e della corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato), sia il par. 29 pag. 49 (contenente la verifica, al termine dello scrutinio, del numero delle schede scrutinate e del numero dei votanti); per entrambi gli aspetti occorre disporre una verificazione (come per altre Sezioni);

c) per quanto riguarda la mancata compilazione del par. 23 a pag. 36 valgono le considerazioni esposte sub 7.1.d).

7.7) Per quanto riguarda la Sezione 35 si osserva:

a) i voti di preferenza della lista 8 non interessano la presente controversia e dunque quanto emerge in proposito nel verbale dell’Ufficio centrale è irrilevante nel presente giudizio;

b) sussiste la prospettata contraddittorietà tra i dati relativi ai voti validi espressi in favore dei candidati alla carica di sindaco (pag. 50 del verbale di sezione) e il totale dei voti di lista validi riportato a pag. 52; nel riepilogo a pag. 89 i voti validi solo per i candidati alla carica di sindaco risultano 39, mentre risultano 37 a pag. 50; quest’ultimo dato, a sua volta, è stato ottenuto sommando i voti espressi in favore dei singoli candidati, come riportati nella medesima pag. 50; per chiarire la questione si rende dunque necessaria una verificazione.

7.8) Per quanto riguarda la Sezione 38 si osserva:

– il verbale di sezione riporta a pag. 50, tra i risultati dello scrutinio, esclusivamente i voti espressi solo in favore dei candidati alla carica di sindaco e non anche i voti validi attribuiti ai diversi candidati in quanto espressi in favore di liste collegate; l’Ufficio centrale ha corretto il dato attribuendo a ciascun candidato, in aggiunta ai voti già riportati, “la somma dei voti di lista riportati nel medesimo verbale” a pag. 51; nel ricorso si sostiene che in tal modo il predetto Ufficio avrebbe omesso di considerare l’espressione del voto disgiunto, che avrebbe potuto determinare la modifica del risultato; la tesi non appare del tutto priva di fondamento e rende quantomeno opportuna una verificazione sul punto.

7.9) Per quanto riguarda la Sezione 46 va respinta la richiesta di ottenere un nuovo conteggio delle schede elettorali, tenuto conto dell’alta percentuale di schede nulle rilevata nella Sezione (6,40% rispetto al 3,21% del totale dei votanti), va respinta perché generica e non supportata da alcun concreto elemento, non risultando tra l’altro verbalizzata alcuna contestazione dei rappresentanti di lista.

7.10) Per quanto riguarda la Sezione 51 si osserva:

a) a pag. 27 del verbale è erroneamente riportato non il numero dei votanti della Sezione, bensì il numero degli elettori iscritti (maschi 322, femmine 344 = 666); convocato presso l’Ufficio centrale, il Presidente della Sezione ha indicato il dato corretto in 195 maschi e 204 femmine, per un totale di 399 votanti; tali dati corrispondono a quelli contenuti nella comunicazione n. 5 inviata all’ufficio elettorale del Comune di Viareggio e il totale coincide con il numero delle schede scrutinate (399) riportato nel verbale al par. 29 – pag. 49; i dati in questione possono dunque ritenersi corretti;

b) non tornano, invece, i dati relativi ai voti di lista validi e ai voti validi espressi solo in favore dei candidati alla carica di sindaco che, sommati alle schede bianche (4) e alle schede nulle (13), portano a risultati non univoci; in particolare:

– nel verbale (pagg. 50-52) i voti di lista risultano 366, mentre 26 sono i voti espressi solo per il candidato sindaco; il totale è però indicato in 382, anziché 392;

– nel verbale dell’Ufficio centrale i voti di lista validi sono indicati in 356, fermo restando il dato di 26 voti espressi solo per il candidato sindaco: il totale e quindi di 382;

– nella comunicazione n. 7 inviata all’ufficio elettorale del Comune di Viareggio i voti di lista risultano 366, mentre si riducono a 16 (per effetto di una correzione operata a mano) i voti espressi solo per il candidato sindaco; e il totale dei voti validi di 382; le incertezze evidenziate rendono necessaria una verificazione.

8) Si possono ora trarre le conclusioni in ordine alla domanda formulata in via subordinata.

Alla luce delle considerazioni svolte ai punti 7.1 – 7.10 le irregolarità denunciate dal ricorrente sono in parte inidonee a produrre un effetto invalidante, in quanto non incidenti sulla regolarità delle operazioni elettorali svolte.

Per la restante parte, tenuto conto delle incertezze che le irregolarità riscontrate determinano in ordine al corretto svolgimento delle operazione elettorali relative al primo turno e del limitatissimo scarto di voti che ha impedito al ricorrente di essere ammesso al ballottaggio, occorre disporre una articolata verificazione, che viene affidata al Prefetto di Lucca o ad un funzionario da lui delegato, il quale dovrà procedere, in contraddittorio con le parti regolarmente costituite in giudizio (cioè il ricorrente e il Comune di Viareggio):

a) per quanto riguarda la Sezione 2:

– a verificare il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, fornendo chiarimenti in ordine alla almeno apparente contraddittorietà delle affermazioni contenute nel verbale sezionale al par. 20 di pag. 29 circa le ragioni della non corrispondenza di tali schede con il numero degli elettori iscritti nelle liste della Sezione o assegnati alla medesima che non hanno votato (si veda il precedente punto 7.1.b);

– a verificare il numero delle schede scrutinate (par. 29 pag. 49) in rapporto al numero dei votanti di cui a pag. 27;

– a un nuovo conteggio delle schede e dei voti espressi nella Sezione, solo nel caso in cui le operazioni di cui sopra non abbiano fornito dati certi e coerenti;

b) per quanto riguarda la Sezione 14:

– a verificare il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e la corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato (chiarendo, ove possibile, le cause della mancata corrispondenza, se accertata);

– a un nuovo conteggio delle schede e dei voti espressi nella Sezione, solo nel caso in cui le operazioni di cui sopra non abbiano fornito dati certi e coerenti;

c) per quanto riguarda la Sezione 28:

– a verificare il numero dei votanti, risultante dalle liste elettorali, per accertarne la corrispondenza o meno con il dato riportato nel verbale (pag. 27), non originariamente indicato e successivamente inserito in sede di controllo presso l’ufficio centrale il 3/6/2015;

– a verificare, mediante nuovo conteggio delle schede, i voti validi complessivamente spettanti ai candidati alla carica di sindaco e i voti espressi solo in favore del candidato sindaco (pag. 50 del verbale) nonché i voti di lista validi (pagg. 51 e 52 del verbale);

– a verificare il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e la corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato (chiarendo, ove possibile, le cause della mancata corrispondenza, se accertata);

d) per quanto riguarda la Sezione 29:

– a verificare il numero delle schede nulle (stante la non coincidenza dei dati riportati a pag. 38 e nel riepilogo a pag. 89);

– a un nuovo conteggio delle schede e dei voti espressi nella Sezione, solo nel caso in cui le operazioni di cui sopra non abbiano fornito dati certi e coerenti;

e) per quanto riguarda la Sezione 32:

– a verificare il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e la corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato (chiarendo, ove possibile, le cause della mancata corrispondenza, se accertata);

– a verificare il numero delle schede scrutinate (par. 29 pag. 49) in rapporto al numero dei votanti di cui a pag. 27;

– a un nuovo conteggio delle schede e dei voti espressi nella Sezione, solo nel caso in cui le operazioni di cui sopra non abbiano fornito dati certi e coerenti;

f) per quanto riguarda la Sezione 34:

– a verificare il numero delle schede autenticate, ma non utilizzate, e la corrispondenza/non corrispondenza di queste ultime con il numero degli elettori che non hanno votato (chiarendo, ove possibile, le cause della mancata corrispondenza, se accertata);

– a verificare il numero delle schede scrutinate (par. 29 pag. 49) in rapporto al numero dei votanti riportato nel riepilogo di pag. 89;

– a un nuovo conteggio delle schede e dei voti espressi nella Sezione, solo nel caso in cui le operazioni di cui sopra non abbiano fornito dati certi e tra loro coerenti;

g) per quanto riguarda la Sezione 35:

– a verificare, mediante nuovo conteggio delle schede, i voti validi complessivamente spettanti ai candidati alla carica di sindaco e i voti espressi solo in favore del candidato sindaco (pag. 50 del verbale) nonché i voti di lista validi (pagg. 51 e 52 del verbale);

h) per quanto riguarda la Sezione 38:

– a verificare, mediante nuovo conteggio delle schede, i voti validi complessivamente spettanti ai candidati alla carica di sindaco e i voti espressi solo in favore del candidato sindaco (pag. 50 del verbale) nonché i voti di lista validi (pagg. 51 e 52 del verbale);

i) per quanto riguarda la Sezione 51:

– a verificare, mediante nuovo conteggio delle schede, i voti validi complessivamente spettanti ai candidati alla carica di sindaco e i voti espressi solo in favore del candidato sindaco (pag. 50 del verbale) nonché i voti di lista validi (pagg. 51 e 52 del verbale);

l) a conclusione delle precedenti operazioni:

– a verificare, per le Sezioni per le quali si sia proceduto al riconteggio dei voti, se i voti attribuiti in sede di riconteggio ai candidati alla carica di sindaco sig. Luca Poletti e sig. Massimiliano Riccardo Baldini coincidano o meno (e, in quest’ultimo caso, in quale misura) con i voti attribuiti ai predetti in sede di scrutinio, risultanti dai verbali di sezione.

9) Alle operazioni di cui sopra il funzionario incaricato provvederà dopo avere acquisito la occorrente documentazione elettorale, di cui dovrà innanzitutto verificare lo stato, riferendone nel verbale in cui darà conto di tutte le operazioni svolte e dei relativi esiti. Prima di procedere alle operazioni stesse – a partire dall’apertura dei plichi sigillati – il predetto funzionario dovrà preavvisare, con almeno cinque giorni di anticipo presso il domicilio eletto ai fini del presente giudizio, le parti regolarmente costituite (ricorrente e Comune di Viareggio), che potranno presenziare alle operazioni in questione, formulando osservazioni che dovranno essere riportate nel verbale.

Detto verbale, contenente puntuali riscontri agli incombenti istruttori di cui al precedente punto 8), dovrà essere trasmesso a questo Tribunale dal funzionario incaricato entro 60 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.

10) Per l’ulteriore prosieguo del giudizio si fissa la pubblica udienza dell’11 maggio 2016.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), non definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe:

1) dichiara irricevibile l’atto di costituzione in giudizio del sig. Giorgio Del Ghingaro;

2) respinge l’eccezione di improcedibilità del ricorso per mancata integrazione del contraddittorio nel termine prescritto, formulata dalla difesa del Comune di Viareggio;

3) respinge la domanda proposta nel ricorso in via principale, con cui si è chiesto al TAR di dichiarare “l’invalidità e/o nullità delle operazioni elettorali svolte dalle Sezioni nn. 2, 3, 32 e 34 con conseguente rinnovazione del primo turno elettorale”;

4) per quanto riguarda la domanda proposta nel ricorso in via subordinata, respinge in parte le censure formulate in proposito e dispone l’esecuzione di una verificazione, nei limiti e con i contenuti precisati in motivazione al punto 8); incarica di tale adempimento istruttorio il Prefetto di Lucca o un funzionario da lui delegato, che vi provvederà in contraddittorio con le parti regolarmente costituite in giudizio (il ricorrente e il Comune di Viareggio), con le modalità e nei termini stabiliti in motivazione al punto 9);

5) rinvia all’udienza dell’11 maggio 2016 per l’ulteriore trattazione della causa;

6) rinvia ogni decisione sulle spese alla sentenza che definirà il giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 20 gennaio 2016 con l’intervento dei magistrati:

Saverio Romano, Presidente

Carlo Testori, Consigliere, Estensore

Luigi Viola, Consigliere”

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