Il Vice Sindaco di Pisa scrive al Rettore dell’Università: “Rivalutare la decisione di proseguire con la sospensione delle lezioni in presenza”

Pubblichiamo la lettera scritta da Raffaella Bonsangue (Coordinatore provinciale di Forza Italia Pisa
Vicesindaco di Pisa) al Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Chiarissimo Prof. Paolo Maria Mancarella
Tutelare l’istruzione e la formazione nel rispetto della salute

Carissimo Rettore,
l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita di ognuno di noi ed, inevitabilmente, ha interessato anche il sistema universitario che si è dovuto adeguare allo scopo di garantire, nel migliore dei modi, il diritto allo studio e la prosecuzione delle attività formative di ogni studente.
Nella crisi prodotta dall’emergenza Covid-19, la comunità studentesca, il corpo docenti, il personale tecnico e amministrativo dell’Università di Pisa hanno reagito in modo efficiente, riuscendo in pochi giorni a trasferire online l’intera attività didattica e consentendo così lo svolgimento regolare dei corsi.

Non vi è dubbio che i problemi e le difficoltà da affrontare e superare sono state nuovi e molteplici e drammaticamente “straordinari”, applicando e rispettando modalità didattiche da remoto per esami, seminari, ricevimenti ed assistenza dei docenti.

Adesso che, fortunatamente, la fase emergenziale pare definitivamente superata, è necessario tornare alla normalità, ricreando quella rete di rapporti che ha fatto di tutta la città una grande Comunità contraddistinta da solide relazioni umane e profonde sinergie, tanto da far considerare Pisa una sorta di ateneo a cielo aperto.

Considerato il massimo rispetto per l’alto ufficio che ricopre e per le responsabilità che esso comporta, sono a richiederLe, facendomi portavoce ed interprete di un sentimento diffuso, che Ella, quale attore di particolare rilievo nella vita cittadina, voglia rivalutare la sua decisione di proseguire con la sospensione delle lezioni in presenza, anche nel primo semestre del prossimo anno accademico, tenuto conto dei dati che stanno via via dimostrando come in Toscana, come nel resto del Paese, la morsa del contagio continua ad attenuarsi.
Possiamo essere un esempio virtuoso di come una ripartenza ordinata e in piena sicurezza per la salute degli studenti, dei dipendenti amministrativi e professori, sia possibile e possa partire proprio dall’Università di Pisa, nella certezza, peraltro, che il corpo docente saprà e vorrà garantire la massima disponibilità per anche eventualmente replicare le attività didattiche oltre il consueto per assicurare un regolare svolgimento delle lezioni.
Si potranno, altresì, reperire, con il contributo degli enti pubblici, primo fra tutti il Comune, idonee strutture per far si che questo avvenga in un contesto di massima sicurezza possibile a garanzia di un corretto percorso formativo e della tutela della salute.

Si tratta di processi che vanno alimentati, con coraggio: un tessuto cittadino pulsante che si rianima e che offre opportunità, un vero centro di idee ed innovazione, cultura e formazione, che contribuiscono dal centro a rivitalizzare anche le “periferie” della città.
L’Università di Pisa è sempre stata rinomata come eccellenza per la formazione scientifica, la trasmissione della cultura, l’apprendimento di una disciplina, l’approfondimento di un sapere individuale e collettivo, l’elaborazione di piani di studio, la verifica seria degli studi compiuti attraverso esami rigorosi, le biblioteche, i laboratori, le aule, i luoghi di socializzazione.

Gli ultimi dati hanno mostrato la capacità della nostra Università di attrarre molti studenti da fuori regione, con una quota complessiva del 34,3% dei laureati; in particolare è il 30,9% tra i triennali e il 43,0% tra i magistrali biennali (rispetto al 20,1% e al 29,4% del dato nazionale), a riprova della notevole importanza che questa componente studentesca riveste per tutto il tessuto sociale ed economico della Città.
Negli ultimi tempi, alcune regioni del sud Italia sono intervenute con un contributo per facilitare il rientro, presso le proprie Università, degli studenti fuori sede e per riportare a casa i giovani, dando una mano alle famiglie, anche sul piano economico, non facendo pagare la tassa regionale per il diritto allo studio universitario e le tasse universitarie.
Senza peccare di campanilismo né di imprudenza non si può trascurare il rischio di impoverimento non solo e non tanto economico ma anche culturale ed umano che, fatalmente conseguirebbe a danno della nostra comunità da un “controesodo” degli studenti, tenuto, altresì, conto che altri atenei limitrofi hanno ripreso l’attività con le cautele del caso.
Da parte nostra, Le assicuriamo ogni tipo di collaborazione, disponibilità e contributo, per la complessa fase post-pandemia, per superare le preoccupazioni per il futuro della nostra Università.
Restando fiduciosi nell’attesa che Lei, il Senato Accademico e gli organi di governo della nostra Università possiate considerare la nostra proposta.

La ringraziamo in anticipo per l’ascolto che ci dedicherà.

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