In Mugello l’ospedale con le sale operatorie a un passo dallo stop. Interrogazione di Maurizio Marchetti (FI)

MUGELLO – Una pagina spesa tra carenze di organico sanitario, reparti accorpati, servizi che mancano, ambulatori a scartamento ridotto, sale operatorie inutilizzate per mancanza di personale, punto nascite a un passo dalla chiusura e chi più ne ha più ne lamenti, e nove quesiti specifici per sapere dalla giunta regionale dati e prospettive di un presidio sanitario centrale in un territorio delicato e complesso come quello del Mugello, il cui ospedale è al centro delle preoccupazioni del neo Consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti.

Il tempo giusto giusto di insediarsi e poi ecco il suo primo atto istituzionale: è l’interrogazione con cui Marchetti chiede alla giunta regionale che siano spiegate in forma scritta le motivazioni per una situazione descritta come piena di smagliature. Anestesisti, ortopedici, ginecologi, endoscopisti, scarsa reperibilità, reparti accorpati, attività operatoria mattutina dimezzata e pomeridiana assente, e necessità di trasferire pazienti emorragici e/o cardiopatici in acuto verso altri presidi non sono che alcuni dei problemi messi in evidenza nell’interrogazione.

I guai dell’ospedale de Mugello non sono cosa dell’ultima ora: «Più volte – – ricorda il deputato di Forza Italia Stefano Mugnai, vicepresidente uscente della Commissione sanità del Consiglio regionale, a una voce sola col coordinatore azzurro della provincia fiorentina Paolo Giovannini e col coordinatore a Borgo San Lorenzo Davide Galeotti – li abbiamo denunciati e siamo pronti anche in Parlamento a sollevare la questione degli ospedali a torto considerati periferici, Mugello in testa, anche data la specificità territoriale».

Intanto però tocca alla Regione rispondere ai quesiti formulati da Marchetti su «quali siano le prospettive dell’ospedale del Mugello», «quanti posti letto sono andati perduti negli ultimi tre anni», «quanti tagli al personale sono stati effettuati negli ultimi cinque anni» e, infine, «i motivi per i quali il personale presente debba effettuare turni pesanti e ravvicinati senza un adeguato riposo in condizioni di non sicurezza, con pericoli per i pazienti in casi di urgenze per le mancanze di personale sopra esposte».