Incastrato dal Dna, aveva violentato una ragazza conosciuta in un locale

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LUCCA – Ancora una violenza sessuale, dopo schiaffi, pugni e minacce di morte. I due si erano appena conosciuti in un locale a Porcari, e lui l’ha prima corteggiata poi invitata ad appartarsi, per conoscersi e fare due chiacchiere. Il fatto non è recente, risale all’inverno scorso. Era ottobre, e faceva freddo, e la ragazza, fidandosi, è salita sull’auto di quello che poi è diventato il suo violentatore.  Il giovane ha acceso il motore e l’ha portata poco distante, in una strada isolata, e nonostante la ragazza abbia cercato di convincerlo a riportarla nel locale, dalle amiche, lui l’ha picchiata, minacciata di ucciderla e costretta a fare sesso. Sotto choc ha poi raccontato quel poco che sapeva, indicando solo il tipo di vettura e il volto del suo aguzzino. L’indagine, coordinata dal pm Sara Polino, è durata diversi mesi, fino a quando i Carabinieri sono riusciti a risalire, da quei pochi particolari, all’identità del violentatore. Un lavoro certosino, con oltre 5mila modelli di auto passati al setaccio al terminale della Motorizzazione, e foto, attraverso l’anagrafe, dei rispettivi proprietari. Fino a quando, dopo il riconoscimento da parte della vittima del giovane che l’aveva stuprata, il Dna lo ha incastrato definitivamente. Per il giovane, un 22enne lucchese di buona famiglia, è scattata la denuncia per violenza sessuale.

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