Svolta nelle indagini sull’incendio che ha devastato il Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa: due giardinieri sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali con l’accusa di incendio boschivo colposo aggravato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due uomini – entrambi circa cinquantenni e titolari di partita Iva – avrebbero dato origine al rogo la mattina del 28 aprile mentre stavano bruciando ramaglie e residui di potatura in un’oliveta a Santa Maria del Giudice, nel comune di Lucca.
Le fiamme, accese in prossimità di un’area boschiva, si sarebbero rapidamente propagate al sottobosco, alimentate dal vento di grecale, estendendosi fino al Monte Faeta e interessando un’area stimata tra i 700 e gli 800 ettari.
I due giardinieri, ascoltati dai Carabinieri Forestali, avrebbero ammesso le proprie responsabilità . La Procura di Lucca ha quindi aperto un fascicolo nei loro confronti.
L’incendio, che ha impegnato per giorni squadre a terra e mezzi aerei del sistema antincendi boschivi, ha rappresentato una delle emergenze più gravi delle ultime settimane in Toscana.
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza del rispetto delle norme in materia di abbruciamenti, soprattutto in condizioni climatiche critiche, come quelle caratterizzate da vento e siccità , che possono trasformare un gesto imprudente in un disastro ambientale.




