Arrivano le prime valutazioni tecniche di Arpat dopo il vasto incendio divampato in via Pratese a Firenze. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale non emergono particolari criticità per la salute pubblica né rischi specifici per le coltivazioni alimentari, pur restando valide alcune raccomandazioni di carattere precauzionale.
Dopo l’incendio di ieri, 28 luglio, in via Pratese a Firenze, Arpat rassicura sul fatto che non ci sono particolari rischi, anche in riferimento alle coltivazioni alimentari. L’incendio ha riguardato un edificio di circa 5.000 metri quadrati, occupato da diversi magazzini di pelletteria contenenti sia pellami destinati alla lavorazione sia prodotti finiti.
Dal rogo si è sviluppata una densa colonna di fumo nero che, sulla base delle condizioni meteorologiche rilevate, ha mantenuto inizialmente un andamento verticale per poi spostarsi lentamente nella direzione del vento prevalente.
Dalla valutazione tecnica, si spiega da Arpat, è stato visto che “la rapida risalita della colonna di fumo limita l’interessamento delle aree al suolo nelle immediate vicinanze dell’incendio. Le eventuali ricadute di polveri sono ritenute prevalentemente circoscritte entro i primi 300 metri dal luogo del rogo, lungo la direttrice sud-sud-est”.
“Le aree interessate sono prevalentemente occupate da attività produttive e commerciali su superfici pavimentate – prosegue la nota -, mentre le prime aree coltivate si trovano a circa 700 metri dal luogo dell’incendio. Per questo motivo non è stata ravvisata la necessità di adottare ordinanze precauzionali riguardanti le coltivazioni alimentari né di effettuare campionamenti di vegetali o di altre matrici ambientali”.
A titolo precauzionale Arpat e Asl “raccomandano comunque di evitare di sostare all’aperto nelle aree eventualmente interessate dal passaggio dei fumi e, limitatamente al periodo in cui tali aree risultino raggiunte dalla nube, di interrompere il funzionamento degli impianti di ventilazione meccanica che immettono aria dall’esterno”.



