Inchiesta che ipotizza torture all’interno del carcere di Sollicciano

La Procura di Firenze ha svolto un’inchiesta che ipotizza torture all’interno del carcere di Sollicciano ai danni di almeno due detenuti. L’indagine coinvolge un’ispettrice di Polizia penitenziaria e otto agenti. La graduata e due agenti sono stati messi agli arresti domiciliari. Tutti sono stati sospesi dal servizio e sei sono stati interdetti per un anno dai pubblici uffici e sottoposti all’obbligo di dimora.

Sulla vicenda è intevenuta l’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli: “Se l’ipotesi investigativa venisse confermata si tratterebbe di fatti assolutamente inaccettabili che condanniamo con la massima fermezza. La Regione Toscana seguirà con attenzione i prossimi sviluppi giudiziari e, per quanto di nostra competenza, ci impegneremo affinché le carceri toscane garantiscano una detenzione dignitosa e la riabilitazione dei detenuti, nel rispetto della Costituzione e delle norme vigenti che prevedono il recupero della persona e non la mera detenzione punitiva. Le carceri non devono essere mai luoghi di violenza e sopraffazione”.

L’assessora ha ricordato anche come le condizioni carcerarie nel nostro paese siano difficili: “Abbiamo istituti fatiscenti, il sovraffollamento è divenuto ormai la norma e le misure alternative rischiano troppo spesso di restare sulla carta. Desidero inoltre evitare ogni possibile generalizzazione, sappiamo che la maggioranza delle guardie penitenziarie svolgono correttamente il proprio lavoro, in condizioni purtroppo dure e con stipendi non adeguati”.

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