La Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sulle presunte anomalie nell’assegnazione degli appartamenti di proprietà dell’Azienda speciale di Montedomini, lo storico e secolare ospizio fiorentino attorno al quale da secoli si sviluppano attività di assistenza rivolte alle persone più fragili.
Secondo quanto appreso, si tratta al momento di un fascicolo esplorativo, senza indagati e senza ipotesi di reato. L’inchiesta sarebbe stata avviata a seguito di un esposto presentato dal comitato “Salviamo Firenze per Viverci”, che da tempo ha acceso i riflettori sulla gestione e sulla destinazione del patrimonio immobiliare riconducibile a Montedomini.
La vicenda arriva dopo settimane di forte dibattito politico in città. Al centro della discussione c’è soprattutto la destinazione di una serie di appartamenti e alloggi di proprietà di Montedomini a società specializzate negli affitti turistici. Una scelta che ha sollevato interrogativi da parte di diverse forze politiche e, in particolare, delle minoranze di Palazzo Vecchio.
I vertici dell’Asp sono stati sollecitati più volte a spiegare le ragioni di questa destinazione, i criteri utilizzati per individuare le società alle quali sono stati concessi gli immobili, la durata delle concessioni e il ritorno economico previsto per Montedomini. Il caso è stato affrontato anche attraverso interventi sui media e iniziative pubbliche, alimentando il confronto sulla gestione del patrimonio dell’azienda.
A rendere ancora più delicata la questione è la provenienza di alcuni degli immobili. In determinati casi, infatti, appartamenti e proprietà sono entrati nel patrimonio di Montedomini attraverso testamenti o donazioni, con un vincolo legato al loro utilizzo per finalità sociali. Da qui le domande sulla compatibilità tra la destinazione degli alloggi agli affitti turistici e la funzione originaria attribuita a questi beni.
Montedomini rappresenta infatti una realtà storica dell’assistenza fiorentina e svolge attività rivolte ad anziani infermi, persone indigenti, soggetti bisognosi di misure di protezione sociale, oltre alle funzioni legate alle strutture residenziali per anziani. La gestione del patrimonio immobiliare si intreccia quindi con la missione sociale dell’ente e con la necessità di garantire che le scelte adottate siano coerenti con le finalità previste.
L’apertura del fascicolo da parte della Procura non significa, allo stato attuale, che siano state accertate responsabilità o violazioni. Non risultano persone indagate e non è stata formulata un’ipotesi di reato. Gli accertamenti dovranno eventualmente verificare quanto segnalato nell’esposto e ricostruire le procedure attraverso le quali gli appartamenti sono stati concessi.
L’inchiesta si inserisce così in un confronto cittadino già particolarmente acceso sul futuro del patrimonio di Montedomini e sul rapporto tra la sua valorizzazione economica e la destinazione sociale degli immobili. Gli eventuali sviluppi dell’attività della Procura potranno contribuire a chiarire criteri, modalità e condizioni con cui sono state effettuate le concessioni degli appartamenti.



