Stava lavorando “in nero” Giovanni Cosci, 78 anni, il tecnico che venerdì 13 febbraio è morto alla Rsa San Domenico di Pescia (Pt) schiacciato da un letto mentre lo stava riparando. A confermarlo la Procura di Pistoia, che ha aperto un fascicolo sulla scomparsa del manutentore pesciatino ex dipendente dell’area tecnica dell’Asl. Il 78enne era in pensione da tempo, dunque non era un dipendente: è emerso che non aveva nessun tipo di contratto né era titolare di partita Iva: con la casa di riposo non aveva alcun rapporto di lavoro formalizzato. E proprio l’aspetto previdenziale è uno dei due filoni di indagine della procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti dei gestori della. Uno degli aspetti da ricostruire, riguarda in particolare l’iter per l’affidamento dell’intervento di manutenzione a Cosci, cioè da chi l’uomo sia stato chiamato per riparare il letto che poi lo ha ucciso. Questo filone di indagine è stato affidato all’Ispettorato del lavoro. É necessario inoltre capire che cosa abbia provocato il cedimento del letto, e in questo caso gli accertamenti sono affidati al servizio Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl. É stata disposta l’autopsia, in programma giovedì pomeriggio nell’ospedale San Jacopo di Pistoia.
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🔴 secondo Procura vittima lavorava in nero. Aperto un fascicolo per omicidio colposo. Disposta l’autopsia.
Una vicenda che riapre il tema della sicurezza e del lavoro irregolare.
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