Indagati i Carabinieri accusati di stupro: le giovani sulla gazzella riprese dalle telecamere

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A quanto pare le studentesse (o almeno una delle due) sarebbero assicurate contro lo stupro. Una prassi in voga negli Usa, e che rimborserebbe nel caso di violenza sessuale il viaggio, o la vacanza. Dopo il presunto stupro, le ragazze sono state portate all’ospedale di via Torregalli, dove i medici hanno attivato il codice rosa, il percorso predisposto nei casi di violenze su soggetti deboli, e le giovani sono state sottoposte all’alcooltest e al narcotest, risultando positive: cosa, questa, che se fosse confermata la violenza sessuale aggraverebbe la posizione dei militari, in quanto le ragazze sarebbero state in condizione di minorata difesa. Stando al racconto delle due giovani uno dei carabinieri avrebbe abusato di una nell’ingresso dal portone e l’altro della seconda nella cabina dell’ascensore. Dalla visita in ospedale non sono emersi segni esterni di violenze, solo una delle ragazze aveva un arrossamento sul collo, ma sullo presunto stupro, come già scritto, si attendono gli esiti delle analisi. Tre gli scenari ipotizzati: quella, svanita quasi subito, che la denuncia fosse inventata, un doppio rapporto sessuale consenziente tra carabinieri e ragazze, poi denunciato come abuso, e la terza, più grave, di uno stupro vero e proprio. Se anche i rapporti fossero stati consenzienti, i due militari, che ricordiamo erano in servizio, avrebbero comunque commesso un grave illecito disciplinare, cosi come per averle portate sull’auto di servizio fino a casa, che è adibita solo al trasporto dei fermati, o arrestati, in caserma e non è un taxi o un’ambulanza. “Prendiamo queste accuse molto seriamente –  è intervenuto il dipartimento di Stato Usa all’Ansa -: ” I nostri uffici all’estero sono sempre pronti ad assistere cittadini Usa vittime di crimini che cercano assistenza dalle nostre ambasciate e dai nostri consolati”, ha aggiunto il dipartimento di Stato, rifiutandosi di fare ulteriori commenti “per la natura sensibile di questo caso e per proteggere la privacy delle persone coinvolte”.

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