L’Ordine degli ingegneri interviene sullo Scudo Verde: strumento utile ma decisivo solo se integrato con politiche di mobilità, trasporto pubblico e monitoraggio avanzato.
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze interviene sullo scurdo verde, il sistema di quasi 80 telecamere che copre gran parte della città e che serve a monitorare l’ingresso dei mezzi inquinanti (che già non potrebbero circolare). Al momento il sistema segnala i veicoli Euro 0 e Euro 1 diesel poi progressivamente si estenderà anche ad altri mezzi.
Secondo Stefano Corsi, coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze lo scudo verde “oggi svolge una funzione di regolazione degli accessi, ma la sua reale efficacia dipenderà da come sarà sviluppato e integrato nelle politiche della mobilità. Non è uno strumento positivo o negativo in sé: è l’uso che se ne fa a determinarne i risultati”. Corsi è stato audito nella commissione ambiente, vivibilità urbana e mobilità del Comune di Firenze che si è svolta a Palazzo Vecchio proprio per parlare di scudo verde, inquinamento e mobilità. La commissione è presieduta da Giovanni Graziani, consigliere di Avs-Ecolò.
“Se lo Scudo Verde rimarrà limitato alla sola funzione ambientale di controllo degli accessi, il suo contributo sarà necessariamente circoscritto: può invece diventare uno strumento più efficace se inserito in una visione programmata – spiega Corsi – con sistemi di monitoraggio evoluti, eventuali meccanismi intelligenti di gestione e un collegamento strutturale con il trasporto pubblico e l’intermodalità”.
“Ringraziamo il presidente Graziani e i consiglieri della Commissione per l’ascolto e per le domande poste nel corso della seduta. Il confronto tecnico è essenziale proprio per individuare il modo più appropriato di utilizzare strumenti complessi come questo, valorizzandone le potenzialità nell’interesse della città”, conclude Corsi.
Negli scorsi giorni un rapporto di Legambiente Toscana ha chiarito che nelle città toscane lo smog dimunuisce ma non abbastanza da stravolgere il trend in vista degli obiettivi da raggiungere nel 2030. Per quanto riguarda l’inquinamento da Pm10, tra le 55 città capoluogo di provincia italiane con la concentrazione media annuale di Pm10 più alta ci sono anche Firenze e Lucca, entrambe con una media annuale di Pm10 di 22 μg/m3.
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