E’ stata presentata alla Scuola Superiore Sant’Anna la ricerca sull’innovazione verde applicata al settore alberghiero. Per il 92% degli albergatori la sostenibilità è infatti una leva di competitività, ma i costi di adeguamento e il nodo dei palazzi storici restano sfide aperte.
Essere “green” non è più solo una scelta etica, ma una strategia precisa per restare sul mercato. È questo il cuore della ricerca “Innovazione Verde nell’Ospitalità Toscana”, presentata nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Lo studio, realizzato dal Cisc (Centro Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima) su un campione di 72 strutture (prevalentemente indipendenti), rivela un dato sorprendente: il 92% delle imprese considera l’economia circolare un fattore chiave per competere, nonostante gli investimenti necessari siano onerosi.
Ai costi si aggiunge anche il fatto che l’87% degli alberghi operi in edifici d’epoca, dove innovare è strutturalmente più complesso, ma sono numerose le pratiche sostenibili già in atto. Per esempio il 71% delle strutture 71% utilizza riduttori di flusso per rubinetti e wc; il 60% ha invece installato sensori per l’illuminazione e il 69% ha rinnovato il parco elettrodomestici; il 36% ha poi già investito in pannelli solari o fotovoltaico.
Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana, ha evidenziato come la sostenibilità sia ormai sinonimo di qualità.
Dal canto suo, Andrea Romanelli (Federalberghi Pisa) ha sottolineato le difficoltà di programmazione in un contesto internazionale instabile, mentre Federico Pieragnoli (Confcommercio Pisa) ha puntato sulla digitalizzazione e sulle certificazioni ESG come leve strategiche.
Se la volontà c’è, mancano ancora alcuni passaggi chiave per completare la transizione, solo il 60% delle strutture controlla infatti sistematicamente le proprie performance ambientali. Solo un’impresa su due inoltre forma il personale su questi temi o comunica efficacemente agli ospiti le pratiche adottate. Lo studio in particolare ha evidenziato la necessità di un legame più stretto tra hotel e mondo della ricerca per trasformare le strutture in “laboratori di sperimentazione”.
Presente per l’occasione anche l’assessore al Turismo di Pisa,
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