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Integrazione, Farioli (Forza Italia): “Io sposato con una senegalese vi dico perché accoglienza è errore”

PIETRASANTA -“Accogliere i clandestini? Un grave errore che non dobbiamo ripetere a Pietrasanta. Mia moglie, che è senegalese, è contraria all’immigrazione fuori controllo. E’ arrabbiata con chi arriva nel nostro paese e pretende di vivere senza lavorare a spese degli italiani”. Tiziano Farioli, 43 anni, imprenditore e titolare del Bar Ristorante Prato Verde in via della Sipe è spostato da 11 anni con Kane Medina, senegalese che gli ha dato tre figli. Insieme formano il perfetto quadro dell’integrazione: “Parlate con mia moglie e vi dirà cosa ne pensa. Ci siamo conosciuti durante un viaggio in Africa. Ci siamo innamorati e ci siamo sposati una settimana dopo. L’integrazione è possibile ma non a queste condizioni: quello che sta succedendo in Italia oggi, grazie alla politica, mette in cattiva luce gli stranieri che si fanno il mazzo, che pagano le tasse, lavorano e rispettano le nostre regole. Mia moglie è il perfetto simbolo dell’integrazione e noi siamo una famiglia perfettamente integrata con la nostra comunità”.

Farioli ha deciso di candidarsi a sostegno di Alberto Giovannetti nella lista di Forza Italia perché “non posso accettare che chi non ha diritto ne meriti arrivi nel nostro paese pretendendo di essere mantenuto da tutti noi, anche da mia moglie che lavora con me 12-13 ore al giorno. – racconta Farioli – Il centro destra è l’unico schieramento che vuole mettere dei freni a questa invasione che penalizza enormemente non solo noi italiani ma anche gli stranieri che con fatica si sono costruiti una reputazione ed una vita sul lavoro e sul rispetto delle nostre usanze”. Tra i punti delle proposte di Alberto Giovannetti e del centro destra c’è il no ai centri di accoglienza e di distribuzione, sul territorio, di migranti economici (prima gli italiani ed i pietrasantini”).

Tiziano e Kane servono allo stesso bancone del caffè e si distribuiscono i compiti: “io sono nera – racconta Kane – e sono orgogliosa di esserlo. Ma chi arriva nel nostro paese, anche dal mio paese, a reclamare un diritto senza esserselo meritato io non lo posso accettare. Gli italiani che ho conosciuto non sono razzisti ma sono semplicemente in difficoltà. Mi portano rispetto perché non sono venuta in Italia con la consapevolezza che mi sarei dovuta guadagnare la loro stima. Sono contento che mio marito abbia avuto il coraggio ed il desiderio di mettersi a disposizione della città per migliorare le condizioni degli stranieri regolari che già sono qui”.

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