Intervista a Stefania Bonomi, autrice de ‘Il Pentagramma dell’anima’

ISOLA D’ELBA – (di Stefania Bernacchia) Abbiamo avuto il piacere di intervistare la giornalista e scrittrice Stefania Bonomi, autrice de ‘Il Pentagramma dell’anima’ (Youcanprint Editore) suo secondo romanzo ispirato alla figura di Giorgio Faletti, che l’autrice presenterà il prossimo 5 luglio a Marciana Marina (Isola d’Elba).

Stefania, Giorgio Faletti è stato un personaggio poliedrico, molto amato sia nel mondo dello spettacolo prima, che in quello della letteratura dopo. Come lo ha conosciuto?

Ho conosciuto Giorgio Faletti nel 1998 all’Isola d’Elba dove eravamo entrambi ospiti di un evento musicale in qualità di giurati. Dopo cena abbiamo tirato l’alba a chiacchierare ed è nata una profonda amicizia oltre che a uno stretto rapporto professionale in quanto ho curato la promozione del suo album “Non Sense” pubblicato dopo pochi mesi. Entrambi stavamo attraversando un periodo difficoltoso delle nostre vite e la nostra amicizia si è fortificata. Giorgio si sentiva dimenticato dal pubblico e non riusciva ad affermarsi nel mondo musicale e discografico come avrebbe desiderato. Abbiamo passato serate e nottate a chiacchierare, fare progetti, ascoltare le sue nuove idee musicali, ridere, scherzare, girare per Milano in scooter per poi fermarci a mangiare l’anguria (Giorgio adorava l’anguria)  e riprendere i nostri sogni. Era un uomo semplice, genuino, simpatico, geniale ma soprattutto determinato. Dopo qualche anno si è dedicato alla scrittura ed è stato un successo.

Perchè per il romanzo ‘Il pentagramma dell’anima’ ha scelto una doppia narrazione? È un modo per separare due dimensioni o al contrario per esaltarle separatamente?

Realmente la doppia narrazione e’ venuta, non è stata una scelta stilistica e ponderata. Il primo getto di scrittura è stato il personaggio di Leonardo Alfieri, ossia il narratore, colui che ha cominciato a raccontarmi il suo percorso spirituale in questa dimensione energetica in cui si trovava dopo la sua dipartita a seguito di un incidente. Riportando in prima persona le informazioni che mi dava, per la storia di vita relativa ai personaggi terreni (Maria Sole e Lucas Prandi) ho dovuto usare la terza persona proprio perché lo loro storia doveva essere raccontata. In questo modo il lettore si trova catapultato da un mondo terreno è molto realistico in una dimensione spirituale assolutamente contrastante.

Le due dimensioni, terrena e spirituale, coesistono. Ne prevale una oppure sono entrambe necessarie per la nostra esistenza?

Assolutamente entrambe necessarie! Quando Leonardo Alfieri arriva dall’altra parte si rende conto che in quel mondo ognuno ha un ruolo ben preciso e che ogni ruolo comporta la salvezza e la purificazione di un’anima Terrena.

La figura di Faletti è ben definita e sembra abbia ancora molto da dire. Cosa secondo lei?

Giorgio ci ha salutato con il desiderio di non essere dimenticato. In qualche modo doveva trovare un canale per raccontare ancora qualcosa di se. Ed il messaggio è sicuramente quello che la musica resta il maggior canale di connessione con la spiritualità.

Che ruolo ha la musica nel libro? E nelle nostre vite?

La musica e’ il trait-d’union di tutto il romanzo. Maria Sole e’ una cantante inconsapevole del suo talento, Lucas Prandi è un realizzatore di videoclip musicali, Leonardo Alfieri ha amato la musica fin dalla sua tenera infanzia ed Amanda (guida spirituale di Leonardo) essendo nella dimensione energetica più elevata comunica solo tramite la musica. I quattro protagonisti riusciranno a interagire tra loro grazie al medesimo pentagramma che hanno scritto nella loro anima.

 Il viaggio dei protagonisti porta alla riscoperta di importanti valori e sentimenti. Quali?

L’amore per la vita, anche se la vita spesso ci porta a soffrire. Il pensiero positivo, l’amore ma soprattutto la gioia porta l’essere umano a emozionarsi e a guarire le peggiori ferite.

Durante la narrazione sembra siano accaduti fatti strani. Ce ne vuole parlare?

Scrivevo in una fase di trans meditativo per poi rileggere le parti di questo universo energetico e non capire come avevo potuto viaggiare fervidamente con la fantasia. Verso la fine della  stesura,  quando Leonardo mi ha parlato di coincidenze che stavano per accadere,  mi sono arenata e ho cercato nel web quella stessa parola che mi ha condotto al ricercatore scrittore di spiritualità Marco Cesati Cassin. Ha letto il mio romanzo ancora in fase conclusiva e dopo 20 pagine mi ha chiamato per chiedermi se per scrivere il romanzo mi ero documentata su testi specifici. Quando gli ho spiegato che non avevo mai letto nulla lui mi ha confermato che parte del contenuto spirituale del mio romanzo si rapportava a studi che lui stesso stava facendo da diversi anni. Dopo poco viene a mancare lo scrittore Andrea Pinketts che decido di inserire nel romanzo. Leonardo me lo descrive nella fase del trapasso seguito da una guida spirituale in cui riconosco Van Gogh. Dopo circa un mese dalla pubblicazione del romanzo vengo invitata a una serata celebrativa di Pinketts e sopra al post dell’invito è raffigurato il museo di Vincent Van Gogh e tutte le sue tele. Potrei raccontarvene molte altre….

Se dovesse descrivere brevemente Giorgio Faletti, cosa direbbe di lui?

Direi che mi manca il suo sguardo sempre sorridente dentro al quale si poteva leggere la sua anima. Un uomo comprensivo, intuitivo, poliedrico e molto umano.

Progetti futuri?

Mi godo il qui e ora che mi sta portando gioia e soddisfazione e un pubblico di lettori con un’anima davvero profonda è meravigliosa. Il seguito de IL PENTAGRAMMA DELL’ANIMA per ora è solo un’idea.