“Intervista all’artista”: Maurizio Baccili (UZ), vincitore 2016 del premio Michelangelo Buonarroti

PIETRASANTA – ( di Patrizia Mascari ) – ‘Intervista all’artista’ oggi incontriamo il pittore Maurizio Baccili per gli amici UZ, vincitore 2016 del prestigioso premio Michelangelo Buonarroti!

Viareggino classe 1969, compie i suoi studi a Lucca,  proprietario e conduttore del notissimo locale ‘Uz Bar’ dal 1991 al 2006! Dipinge fin da piccolo incoraggiato dal nonno decoratore e pittore, vince il suo primo concorso  di pittura in quinta elementare  con il suo dipinto a matita su cartoncino “Carnevale Amore Mio”. Dice i sé “la pittura ha sempre fatto parte della mia vita,  da bimbo quando facevo i mercatini coi cugini loro vendevano giocattoli e giornalini io  vendevo i miei dipinti!”

Nel 1998 dopo alcune sperimentazioni  lavorando con l’antica tecnica della fusione a cera persa  crea la sua linea di ‘Sculture da Indossare’ molto apprezzate da Donatella Versace a Marta Marzotto e Marina Ripa di Meana.

Riprende in mano matita e pennelli  a partire dal 2006 in un momento critico della sua vita e come lui stesso racconta “assieme alla scrittura (autobiografia inedita a tutt’oggi)  è stato un modo efficace  per ripartire da capo e superare molte difficoltà”.

Sentimentalmente impegnato in quella che definisce la relazione più importante della sua vita!

Perché il soprannome ‘Uz’, da dove proviene?

Nasce quando ero un ragazzino, volevo sbarazzarmi del precedente, che non rivelerò, dato che mi piaceva affatto! Ricordo che dovevo incontrare una ragazza che mi piaceva e dato che  Viareggio tutti hanno un soprannome avevo bisogno di trovarne uno per me! Sul mio vecchio motorino Laverda c’era una scritta in tedesco sulla chiusura  ‘zu’ dopo averci un poco rimuginato ho invertito le lettere ed ho pensato che per l’appunto il nome Maurizio  contiene la U e la Z, da lì Uz! Ho recuperato la mia identità anagrafica Maurizio Baccili solo dopo aver  iniziato seriamente  a dipingere, la cosa buffa è che non è stato per niente facile, persino i miei genitori mi chiamavano oramai come tutti Uz! Una dualità non facile da gestire non solo nel nome ma anche  fra il precedente  lavoro  come organizzatore di feste ed il profilo dell’artista che si isola per giorni, ama la solitudine e frequenta musei!

Lei  si affaccia sulla scena come artista in un modo assai originale, aldilà della sua collettiva ‘Arte e Amore nella grande mela’ con le sue spirali quantistiche ed altre mostre si propone in un suo stile molto personale e creativo, penso alla ‘Contemporanea in Contemporanea’  una triangolazione fra luoghi d’arte nell’esporre le sue opere; come pura ‘La Iper Disintegrata’ personale dove disloca i suoi dipinti  in 14 locali tra la Versilia e le Baleari……

Si in effetti mi piace sperimentare in tutti i sensi quest’ultima che lei cita è stata un’esposizione da vivere in totale libertà, dato che in ogni location erano presenti da un minimo di due fino a dodici opere. L’idea quella di separare una mostra in varie locations e per viverla dovevi per forza vivere anche la città dove erano esposte le opere! Poi ‘La contemporanea in contemporanea’ è stata una sorta di happening internazionale in triplice esposizione (Parigi Pietrasanta Ibiza) con  tele inedite e con diverse rappresentazioni: in ogni luogo, almeno un quadro era composto da frammenti di altri quadri vendibili separatamente. L’idea era quella dell’arte che si disintegra nella società.

Un evento che considera particolarmente importante per il suo percorso

L’allestimento artistico dello stand realizzato al MIA fair di Milano (esposizione internazionale di fotografia), grazie ad una collaborazione con l’amico fotografo Stefano Guindani,  per la fondazione Rava per la raccolta di fondi per i bambini di Haiti, conosciuta in tutto il mondo.

Quali sono i soggetti che dipinge e che diciamo la contraddistinguono da altri pittori?

Credo gli ultimi lavori che ho realizzato focalizzino bene la cosa: una produzione iniziata a Luglio scorso fino ad oggi, che  sono esposti in un ristorante a Pietrasanta sono una trentina di pezzi ‘I Senatori’ e ‘Le Spirali Energetiche’. Nel primo caso si tratta ‘saggi’ che hanno vissuto molte vite oltre che molte esperienze, sono sospesi da terra, rappresentano qualcosa che si innalza…! Nello specifico delle Spirali Energetiche, si tratta di un concetto di pittura particolare. Ad esempio in una tela  mi sono ispirato alle Ninfee di Monet: parto da un punto del quadro, un milionesimo di parte, che ingrandisco e diventa l’opera di Baccili. E’ come se utilizzassimo un microscopio puntato su una parte io dipingo ciò che esso mostra, un dettaglio di un fattore energetico ingrandito.  La pittura deve dare un significato ed un messaggio diverso da una semplice immagine, come ha fatto Fontana col taglio della tela.

Pregi e difetti: dell’artista e dell’uomo

Per quanto mi riguarda credo che pregi e difetti siano talvolta le due facce di una stessa medagli! Ad esempio nell’artista non avere avuto formazione accademica è certo un limite ma non avendo schemi precostituiti  sono stato libero di spaziare a 360 gradi; ovviamente non avere fatto un percorso specifico è penalizzante, mi sono formato molto empiricamente nel senso che senza  sapere teorico ho spesso ho perso tempo dovendo procedere per prove ed errori…..Ma devo dire che il negozio di belle arti da quando l’ho aperto mi mette in contatto con artisti eccellenti che sono prodighi di consigli ed insegnamenti che in qualche modo stanno colmando le mie lacune con una specie di formazione privata che considero un privilegio. Per quanto riguarda l’uomo un difetto è che pretendo molto da me stesso, mi giudico troppo e per questo tenda anche a giudicare altri, talvolta questo si è tradotto nella costruzione di una specie di gabbia per me, che poi però sono riuscito ad aprire…..Credo di avere il grande pregio di essere molto generoso nell’amicizia ed in molte altre cose e questo l’ho riscontrato quando mi sono trovato in periodi di difficoltà, in molti si sono prodigati a darmi una mano!

Se lei dovesse scegliere di essere un musicista sarebbe…….

Adoro il pianoforte mi rammarico di non saperlo suonare…e se ne fossi capace penso che potrei non uscire mai di casa … e quindi scelgo Chopin!

La sua opera preferita?

Quella che devo ancora realizzare!

Un’opera che vorrebbe possedere?

Jaqueline Kennedy dipinta da Andy Warrol, vorrei l’originale per respirare il suo stato emotivo mentre la ritraeva, amo molto anche ‘Le Moulin de la Galette’di Renoir, quando l’ho visto a Parigi al museo D’Orsey ho avuto un impatto emotivo fortissimo che mi ha trasmesso tutta una serie di emozioni esplosive…..

Come nasce l’ispirazione per dipingere qualcosa?

Le opere che poi mi piacciono di più sono quelle che inizio a dipingere senza prima pensare, la mano va da sola e dopo un poco riesco a vederci cosa può venirne fuori!

*Curiosità: Maurizio dipinge col cavalletto molto basso o da sdraiato….

Saluto il nostro ospite e ci diamo appuntamento con il prossimo artista a Dicembre!

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